5 curiosità sui pesci colorati

28 marzo, 2020
I pesci sono comparsi sulla terra più di 450 milioni di anni fa e sono creature incredibili. In migliaia di secoli di esistenza, sono cambiati per adattarsi e sopravvivere nel mondo sottomarino. Ecco cosa è successo con i pesci colorati.
 

I pesci dai colori accesi e con motivi geometrici su tutto il corpo sono fra le creature più sorprendenti che popolano i fondali marini. Come vedremo, la ricerca scientifica ha dimostrato come i pesci colorati siano dotati di una vista molto sviluppata con la capacità di distinguere colori e motivi colorati.

Le scoperte in merito alle capacità visive dei pesci colorati sono in continuo aumento e ci consentono di scoprire pian piano tutti i segreti della natura.

Scopriamo qualche curiosità sui pesci colorati!

1. Il colore serve a comunicare e a richiamare l’attenzione

I colori e i motivi ripetuti giocano un ruolo molto importante per la comunicazione fra le specie che popolano un fondale. La grande varietà di geometrie di colori attesta la necessità fra pesci di riconoscersi ed identificarsi fra di sé in un ambiente altamente popolato.

In alcune specie le femmine e i maschi presentano motivi colorati diversi, che consente a ciascuno di riconoscere il proprio compagno. La distinzione tra maschi è femmine è particolarmente importante durante il periodo della riproduzione.

2.I pesci colorati hanno una propria strategia per mimetizzarsi

Si pensa che la ricchezza di motivi colorati si sia sviluppata come vera e propria arma difensiva; questi permettono infatti al pesce di camuffarsi e nascondersi, grande vantaggio quando si tratta di scappare da un predatore.

Su un fondale marino si possono trovare pesci dai motivi geometrici come strisce verticali o orizzontali, linee che nascondono l’occhio, disegni che ricordano le alghe marine e molti altri.

 
Pesci pagliaccio e anemone

3.Il colore come avvertimento

I disegni colorati sul manto di un pesce velenoso comunicano di per sé un chiaro messaggio. I colori avvertono gli altri pesci della presenza di un esemplare più o meno pericoloso.

I colori di avvertimento sono caratteristici dei pesci tossici o velenosi. Tra di essi troviamo il pesce leone (Pterois antennata) con le sue righe marroni/rossicce, i pesci cofano (Ostraciidae) dal corpo ricoperto di pallini neri, e molti altri.

È emerso come molti dei motivi sui corpi dei pesci inoffensivi siano stati sviluppati per ricordare quelli degli esemplari velenosi. Così facendo, i pesci confondono e ingannano i possibili predatori. Questa strategia è conosciuta come effetto di mascheramento.

Le strategie degli effetti di mascheramento sono volte a sfruttare colori e forme di altri pesci per potersi mimetizzare.

4.I pesci possono cambiare sesso insieme ai loro colori e motivi

Sono più di 500 le specie di pesci ermafroditi sequenziali: nascono maschi o femmine ma durante la loro vita cambiano sesso. Un ermafrodito protandico è quello che nasce maschio e diventa femmina, mentre l’ermafrodito protogino cambia sesso da femmina a maschio.

 

Di norma questi pesci vivono formando una comunità in cui le femmine sono tutte sotto la protezione di un maschio, ma dove esiste anche una femmina dominante. Se il maschio muore, la femmina dominante prende il ruolo del maschio aggressivo.

Pesce palla arancione

Il cambio di sesso dura in totale circa 10 giorni. Nelle prime ore il pesce cambierà del tutto la sua condotta, corteggiando altre femmine. Pian piano inizierà ad acquisire anche tutte le caratteristiche fisiche del maschio dominante.

In generale, i pesci che cambiano sesso cambiano anche i colori sul proprio corpo. I pesci anthias, per esempio, sono arancioni quando sono femmine e diventano color porpora una volta maschi.

La trasformazione non è soltanto esterna ma è completa e arriva fino agli organi riproduttivi. Il pesce diventato maschio sarà in grado di produrre sperma anziché uova.

Un esempio di pesci ermafroditi sequenziali sono il pesce pagliaccio, il pesce pappagallo, il pesce pulitore (Labroides dimidiatus) o il Thalassoma bifasciatum.

5.I pesci colorati non percepiscono i propri colori come facciamo noi

Il punto di partenza naturale per comprendere perché i pesci siano colorati è sapere come funzionano i loro occhi. Per capire questo punto, è importante ricordare che la capacità di vedere il colore è una caratteristica del cervello umano.

 

In termini semplici, la luce impatta su un oggetto che assorbe parte delle sue onde elettromagnetiche e riflette le altre, che arrivano all’occhio umano. Le onde riflesse che l’occhio umano capta sono quelle che determinano i colori.

Pesce viola e giallo

Tuttavia, l’occhio umano non vede la totalità delle onde che compongono al luce. Il raggio di luce “visibile” va dal rosso al viola. Tuttavia, esistono onde al di sopra del rosso e al di sotto del viola.

Le onde elettromagnetiche che l’occhio umano non può percepire sono costituite dagli infrarossi e dagli ultravioletti. Lo spettro è più ampio e include una gamma diversa di longitudini di onda.

I pesci, tra altri esseri viventi, sono in grado di percepire spettri di luce non visibili all’occhio umano. DI conseguenza hanno un’immagine completamente diversa del mondo che li circonda.

All’incirca la metà tra tutti i pesci esistenti possono individuare la luce ultravioletta (UV). Inoltre, tra il 20% e il 30% dei pesci vedono la luce UV come un colore distinto.

I pesci damigella della famiglia Pomacentridae, per esempio, vedono lo spettro visibile e riescono a individuare la luce UV. Dato che questo pesce si ciba di plancton, che riflette molta luce nello spettro UV, questa caratteristica diventa un vantaggio incredibile.

 

Le diverse capacità visive dipendono dall’habitat di ciascun pesce e dalla profondità in cui vive. Si sa che i grandi predatori tendono ad essere daltonici.

Gli esperti sostengono che prima di comprendere del tutto perché alcuni pesci sfoggino colori brillanti, è necessario investigare a fondo su quali colori appaiono realmente agli occhi degli abitanti del mondo marino.

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