Cane salva la vita ad un bambino malato di diabete

03 ottobre, 2016
 

I cani possono imparare molte cose. Una delle ultime frontiere è la loro capacità di individuare il livello di zucchero nel sangue delle persone che soffrono di diabete. Per quanto suoni sorprendente, le prove realizzate hanno dato ottimi risultati e un cane ha perfino salvato la vita di un bambino.

Jedi è il labrador a cui deve la vita Luke, un bambino di sette anni, affetto da diabete di tipo 1. Il bambino e i genitori erano addormentati quando il cane, nel cuore della notte, si è allarmato. Ha notato che la macchina che controlla il livello di zucchero nel sangue di Luke non funzionava correttamente.

Il cane, intuendo che qualcosa non andava, è corso ad avvisare la madre del bambino. È saltato sul letto della donna e ha cominciato a dimenarsi; questo è il segnale che gli è stato insegnato nel corso dell’addestramento per indicare eventuali anomalie.

La madre del bambino, Dorrie, ha subito prelevato un campione di sangue di Luke e ha constatato che l’animale non sbagliava. Il livello di zucchero nel sangue era molto inferiore a quello indicato dal dispositivo e stava scendendo rapidamente.

Adesso il cane è diventato l’eroe di famiglia, meritatamente, perché si può dire che ha salvato la vita del piccolo Luke. Oltre all’olfatto, i cani possiedono una buona capacità di intuizione. Come ha capito, Jedi, che il bambino aveva bisogno di aiuto?

La malattia di Luke e la capacità di individuare il diabete

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Fonte dell’immagine: www.stuff.co.nz

Luke ha solo 7 anni e soffre di diabete di tipo 1, una malattia autoimmune che colpisce circa 3 milioni di nordamericani e milioni di persone in tutto il mondo. Ancora non esiste una cura. Da quando il pancreas del bambino ha smesso di produrre insulina, la sua glicemia potrebbe scendere o alzarsi improvvisamente, soprattutto durante il sonno. Jedi, il suo cane da guardia, è addestrato per captare con l’olfatto questi piccoli cambiamenti nel sangue di Luke.

La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo perché la madre del bambino, Dorrie, ha condiviso la sua insolita esperienza su Facebook. Quando si è svegliata e ha visto Jedi sul suo letto, ha subito capito che era accaduto qualcosa di grave. Il monitor di Luke era apparentemente normale, ma il cane non smetteva di essere agitato.

Così Dorrie ha prelevato una goccia di sangue dal dito del figlio. Il livello di glucosio era 57, molto basso dal momento che i valori normali oscillano tra 75 e 150. Senza l’aiuto del fedele Jedi non si sarebbe accorta di nulla. Luke è collegato ad un continuo sistema di monitoraggio del glucosio, inserito sotto la pelle. In quel momento, però, il dispositivo non rilevava nessuna anomalia.

I benefici di convivere con un cane

Da quando gli esseri umani convivono con i cani, sono molti i vantaggi che ne ricavano, anche se non sempre ne siamo coscienti. La lealtà, fedeltà e amore incondizionato sono caratteristiche che li rendono ideali per essere addestrati a salvare la vita delle persone.

 
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Addestrarli non è economico, ma in molti casi vale la pena. Jedi, ad esempio, fa parte di un programma specifico di cani da assistenza per persone diabetiche. Sono preparati ad individuare livelli bassi o alti di zucchero nel sangue ed avvisare gli esseri umani tramite specifici segnali.

Un senso acuto dell’olfatto rende i cani in grado di fiutare, come già sappiamo, droghe e ordigni esplosivi. Questa capacità, unita ad una forte intuitività, permette loro di fiutare e distinguere l’odore impercettibile che emana una persona con un livello insufficiente di insulina. Nel corso dell’addestramento al cane viene insegnato  a riconoscere, tramite l’odorato, le variazioni dei livelli di zucchero e a compararlo con l’odore del suo padrone.

Le razze più utilizzate in questi programmi sono il labrador e il Golden retriever, entrambi dotati di un olfatto molto fine. In Africa alcune razze canine vengono addestrate a individuare tubercolosi e altre malattie, sempre tramite l’olfatto.

Ci sono molti motivi per essere grati ai cani, anche se non sempre ne siamo coscienti.

Fonte dell’immagine principale: www.ideal.es