Cani iperattivi: consigli per affrontare la quarantena

16 aprile, 2020
Affrontare la quarantena può essere molto difficile in alcuni casi, ma pur così è possibile volgere a proprio vantaggio la situazione. In che modo? Dedicandoci a correggere i problemi di iperattività nei nostri animali domestici. 
 

Vi sarete già accorti (per esperienza personale o dai commenti di familiari, amici o conoscenti) che esistono cani iperattivi. Non è lo stesso, per esempio, mantenere calmo in casa un bulldog inglese piuttosto che un husky o un dalmata.

Dobbiamo considerare che un cane può essere più o meno attivo a seconda della razza, dell’educazione ricevuta e di altri fattori. Tali fattori possono darci preziosi indizi al fine di sviluppare strategie che ci aiutino a canalizzare le sue energie e migliorare la convivenza in casa.

Cani iperattivi: aspetti di cui tenere conto

Cane che si morde la coda

Alla pari di altre condotte nel cane, l’iperattività può essere un tratto della personalità ereditato da generazione in generazione. Ma può darsi anche che sia dovuta ad altre cause non genetiche:

  • Stimolazione insufficiente sia fisica sia mentale.
  • Mancanza di socializzazione. Questo elemento può causare molti disturbi della condotta nella vita del cane ed è molto comune che i cuccioli vengano separati dalla madre a un’età precoce e che vengano venduti nei negozi di animali quando hanno già compiuto tre mesi, momento in cui hanno perso il periodo di socializzazione.
 
  • Mancanza di routine. Gli animali si adattano facilmente a una routine giornaliera che offra loro sicurezza perché consente loro di sapere quando mangeranno, usciranno, dormiranno…
  • Ipercinesia. È una malattia simile al deficit di attenzione negli umani ed è dovuta a problemi a livello nervoso.
  • Disturbi alimentari per un eccesso di calorie ingerite o per una ipersensibilità nutrizionale (allergia alimentare).
  • Apprendimento di condotte rafforzate dal padrone volontariamente o meno.

Cani iperattivi o molto energici?

Non bisogna confondere un cane molto energico con uno iperattivo. È infatti possibile trovare delle differenze tra l’uno e l’altro, sotto molti punti di vista.

La maggior parte dei cani godono di molte energie, ma a differenza dell’iperattività, ciò non suppone alterazioni nella fisiologia del cane né compromette la sua capacità di rilassarsi e dormire normalmente.

Accade tutto il contrario, invece, quando il cane è iperattivo. Il suo ritmo cardiaco, respiratorio e la sua temperatura si mostrano accelerati, persino nei momenti di riposo.

L’intensa attività nei cani molto energici ha uno scopo. In altre parole, non è una reazione esagerata a uno stimolo, come avviene nel caso dei cani iperattivi, e spesso il suo obiettivo è attirare l’attenzione del padrone. Non si tratta, inoltre, di un tratto ereditario.

Molti cani vengono definiti “iperattivi”, ma non lo sono, semplicemente si mostrano più attivi rispetto alla media della loro razza o età. Inoltre, bisogna tenere conto del fatto che l’attività fisica cambia anche a seconda dell’individuo.

 

Consigli per affrontare la quarantena con cani iperattivi

Se il veterinario ha già scartato un problema fisiologico come causa dell’iperattività del nostro animale, possiamo applicare i seguenti consigli alla vita quotidiana e pensare a delle alternative per i lunghi periodi in casa come la quarantena.

1. Non rinforzare la condotta iperattiva

Non bisogna rinforzare la condotta iperattiva né premiando situazioni in cui il cane reagisce in modo esagerato né punendolo. In caso contrario, aumenteremo i suoi livelli di ansia.

Punire i cani iperattivi

2. Stabilire una routine

Bisogna stabilire delle routine per la passeggiata, il gioco, il riposo e i pasti. A seconda della razza e dell’età del cane, si consiglia di farlo mangiare una o due volte al giorno, in due diversi momenti della giornata.

3. Adattare la dieta alle sue necessità

Dobbiamo verificare che la quantità di cibo che stiamo offrendo al nostro animale domestico sia adatta alla sua età, alla sua razza, al suo peso ideale e all’attività fisica che realizza. Non possiamo offrire la stessa dieta a un cucciolo di labrador e a un esemplare adulto di chihuahua.

 

4. Offrire sufficiente stimolazione fisica e mentale

Al tempo stesso, dobbiamo stimolare a sufficienza il cane, sia mentalmente sia fisicamente. Ciò, ovviamente, dipenderà dalla razza e dall’età dell’animale.

Non c’è motivo di sottoporre il cane a un intenso sforzo fisico che lo sfinisca, ma nemmeno limitarci al minimo indispensabile e concedergli di muoversi per scaricare o sfogare appena le sue energie. Dobbiamo trovare un punto intermedio.

In casa possiamo realizzare giochi di olfatto, lancio, corsa… Possiamo anche realizzare dei giochi con materiali che troviamo in casa come il cartone.

I giochi che richiedono l’uso dell’olfatto da parte del cane rappresentano un ottimo stimolo fisico e mentale. E per i più agili come i cani da pastore, i cani da caccia e da acqua, possiamo provare progressivamente esercizi sempre più intensi con il tapis-roulant.

Cane che annusa la valigia

5. Addestramento a casa

Possiamo insegnare vari comandi ed esercizi di ubbidienza e autocontrollo al cane (seduto, fermo, fuori, cerca, etc). In tal senso, potenziare l’autocontrollo in casa è molto importante per aiutare i cani iperattivi.

 

Con la pratica e il tempo possiamo evitare situazioni fuori controllo, per esempio che il cane si tuffi sul suo cibo.

Correggendo le condotte, miglioreremo la convivenza

Così come la quarantena può essere vissuta meglio o peggio dalle persone, lo stesso può accadere con gli animali. Alcune razze sono più energiche, motivo per cui i loro padroni devono aiutarle a canalizzare il loro impeto. Altre, invece, sono più tranquille.

A prescindere dal carattere del proprio animale domestico, bisogna provare a offrirgli certe attenzioni durante la quarantena così che possa sopportarla nel migliore dei modi.

Se ci impegniamo a conoscere meglio i nostri animali, possiamo correggere certe loro abitudini e, in generale, migliorare la convivenza.

 
  • PortalVeterinaria. Hiperactividad en el Canis familiaris, 2011.
  • Hablaconellos. Educación y Adiestramiento canino.