Centinaia di elefanti morti in Botswana: che succede?

09 ottobre, 2020
La morte in massa degli elefanti in Botswana non è così insolita in questa regione del pianeta. Tuttavia, le cause degli eventi più recenti sono ancora sconosciute.

Dall’inizio di maggio, centinaia di elefanti sono morti in Botswana. Tutto è cominciato con 16 esemplari deceduti, poco dopo se ne sono contati 169 e all’inizio di luglio il numero totale degli esemplari trovati morti ha superato i 400.

Oggi la causa che ha portato alla morte di questi animali rimane ancora sconosciuta. Nonostante l’insistenza del centro di conservazione che segue da vicino gli elefanti della regione del Botswana, il National Park Rescue, il governo del Paese sembra fare orecchie da mercante. Continuate a leggere per scoprire tutto ciò che si sa sul misterioso caso degli elefanti morti in Botswana.

Il grande mistero che circonda gli elefanti morti in Botswana

Il fatto che ancora oggi non sappiamo cosa sia successo agli elefanti morti in Botswana può avere una spiegazione plausibile: siamo impantanati in una paralisi globale causata dalla pandemia di COVID-19.

La circolazione delle persone all’interno del parco nazionale è limitata. Inoltre, la raccolta e l’invio dei campioni ai laboratori specializzati è molto complicata.

Il dottor Cyril Taolo, direttore del Wildlife al Princess Marina Hospital, ha dichiarato al quotidiano inglese The Guardian che, dal 1 ° luglio, avevano già inviato dei campioni, ma non ha detto a quale laboratorio. Ricordiamo che i decessi si verificano almeno da metà maggio.

Il Botswana è un paese il cui prodotto interno lordo (PIL) è ampiamente sostenuto dall’ecoturismo. Migliaia di persone visitano i vari parchi nazionali del paese per osservare la fauna selvatica, come la migrazione di massa degli gnu.

A causa della pandemia di COVID-19, non ci sono più turisti in Botswana e la priorità o la necessità di mantenere in vita gli animali si riduce. È molto probabile che le persone che oggi si mantengono grazie agli animali del parco, ora abbiano bisogno di vivere loro malgrado. Ciò si traduce in un possibile aumento del bracconaggio.

Mandria di elefanti.


Possibili cause di morte degli elefanti

In quest’area ad alta densità di morte, nel nord del Botswana, vivono circa 15.000 elefanti africani. Le morti in massa come quelle appena avvenute si verificano in rare occasioni e sono sempre legate ai periodi di grave siccità.

Per questo motivo, gli scienziati attualmente classificano ciò che è accaduto come un “disastro della conservazione”. Finora, sono state analizzate una serie di possibili cause di diversa natura per cercare di capire cosa sta succedendo.

Antrace, la prima spiegazione per la morte in massa degli elefanti

Una delle prime teorie per spiegare la comparsa di così tanti elefanti morti in Botswana è la possibile diffusione dell’antrace. Questa prima ipotesi sembra plausibile perché circa un anno fa è stata la causa della morte di centinaia di altri elefanti nella stessa regione. Tuttavia, questa malattia infettiva ha una sintomatologia molto precisa e lascia evidenti segnali sul corpo, che non appaiono su questi animali.

Covid-19, un’altra possibile spiegazione

Alcuni scienziati hanno suggerito che il COVID-19, il virus che sta tenendo in pugno il mondo intero, potrebbe essere la causa di morte di tutti questi elefanti. Questa è l’opzione meno plausibile, poiché non ci sono prove che questi animali possano soccombere a causa del virus.

Un agente patogeno sconosciuto: la causa degli elefanti morti in Botswana?

Una delle ipotesi più plausibili è la comparsa di un nuovo patogeno, virus o batterio, che ha proliferato rapidamente uccidendo gli animali.

Oggi, come conseguenza del cambiamento climatico, dello scioglimento dei ghiacci, dell’inquinamento e della distruzione degli habitat in tutto il mondo, stanno emergendo nuovi microrganismi altamente virulenti. Pertanto, questa spiegazione potrebbe non essere lontana dalla realtà.

Avvelenamento da acqua

La maggior parte degli elefanti morti in Botswana si trovavano intorno a delle pozze d’acqua. Inoltre, molti di loro sono stati visti camminare in cerchio, il che indicherebbe un qualche tipo di alterazione del comportamento.

I bracconieri spesso avvelenano le acque con il cianuro per ottenere l’avorio successivamente. Il punto è che se gli animali spazzini si nutrono della carne dell’elefante ucciso dal cianuro, muoiono anche loro, e non c’è stato un aumento delle morti di altre specie nell’area. Tuttavia, non si esclude un qualche tipo di avvelenamento.

Elefante africano.


L’avorio degli elefanti morti in Botswana

Un altro fattore che ha portato a scartare i bracconieri come causa di morte è che tutti gli elefanti hanno le zanne. Inoltre, gli animali morti appartengono a tutte le fasce di età e sesso, quindi non tutti hanno le zanne da rimuovere.

Tuttavia, le organizzazioni internazionali per la conservazione delle specie animali hanno esortato il governo del Botswana a tenere d’occhio i corpi per prevenire il furto dell’avorio.

Poiché il motivo della morte è sconosciuto ed esiste la possibilità che si tratti di un agente patogeno che potrebbe colpire l’uomo, rimuovere parte degli animali senza alcun tipo di controllo potrebbe essere molto pericoloso.

Allo stesso modo, gli elefanti sono protetti dalla convenzione CITES che ne vieta il traffico, non solo quando sono vivi, ma anche delle loro parti del corpo.

Queste leggi non solo proteggono gli animali, ma anche il loro habitat. Il fatto che interi ecosistemi rimangano sani assicura anche l’incolumità dell’uomo. Un drammatico esempio di ciò che potrebbe accadere è sotto i nostri occhi con la pandemia di COVID-19 e le ripercussioni ai quali i danni alla natura possono portare.