Chemioterapia per cani

11 febbraio, 2017
 

Se il vostro amico peloso ha un tumore, di certo vorrete ricorrere a tutte le opzioni possibili affinché si riprenda e soffra il meno possibile per i sintomi della malattia. La chemioterapia per cani e un’opzione che il veterinario indica in alcuni casi e che di solito è meno aggressiva di quella applicata agli esseri umani. Ve ne parliamo nel dettaglio.

I tipi di tumori più comuni nei cani

Il linfosarcoma ed il mastocitoma sono i tumori più comuni tra i cani e anche quelli che di solito vengono trattati con la chemioterapia.

Il primo, anche chiamato linfoma, consiste in una neoplasia di linfociti maligni che ha origine negli organi solidi. Ad esempio:

  • Linfonodi.
  • Fegato.
  • Milza.
  • Altri organi con tessuto linfoide.
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Questa patologia non ha nulla a che vedere con le leucemie linfoidi, le quali si sviluppano a partire dal midollo osseo.

D’altra parte, il mastocitoma è il tumore alla pelle più frequente nei cani, ma che può arrivare ad estendersi agli organi interni. In buona parte dei casi si può combinare il trattamento chirurgico a quello farmacologico e garantire una buona qualità di vita all’animaletto malato.

 

La chemioterapia per cani affetti da tumore è un’opzione che i veterinari indicano in alcuni casi e che di solito è meno aggressiva di quella applicata agli esseri umani. 

Chemioterapia per cani: un’opzione per trattare il tumore

La chemioterapia per cani, sebbene provochi la distruzione delle cellule cancerogene, raramente può curare l’animale se è l’unico strumento che viene usato a tale scopo.

Il trattamento ha maggiore efficacia quando i tumori sono piccoli o quando hanno un’elevata capacità di proliferazione, poiché presentano un numero più elevato di cellule a divisione rapida, proprio quelle che vengono distrutte dalla chemioterapia.

Se il tumore è cresciuto troppo, le cellule cancerogene sono a riposo, per questo motivo la chemioterapia risulta meno efficace.

Questioni da considerare prima di sottoporre il cane alla chemioterapia

In presenza di una diagnosi di tumore, il professionista considererà i possibili trattamenti a disposizione per l’animale.

In questo modo, se la chemioterapia è tra le opzioni, bisogna valutare in modo esaustivo lo stato di salute generale del cane prima di procedere con l’applicazione.

Ad esempio, non si consiglia di ricorrere alla chemioterapia nel caso di animali con tumore in stato avanzato, con metastasi e con deterioramento degli organi vitali (reni, fegato, etc). In questo caso, è molto probabile che queste pratiche, invece di migliorare la qualità di vita del cane, la peggiorino ulteriormente.

 

Usi della chemioterapia in base al tipo di tumore che presenta il cane

In base al tipo di tumore da cui è affetto il cane, il veterinario valuterà il modo migliore di somministrare un trattamento chemioterapico.

Nei tumori del sistema linfatico l’unica opzione di solito è la chemioterapia, poiché non è più possibile operare neoplasie estese per tutto il corpo dell’animale.

Quando i tumori sono localizzati, si possono presentare diverse alternative: 

  • Se generano metastasi: prima si opera il tumore e poi si ricorre alla chemioterapia per ottenere un ritardo nella comparsa delle cellule maligne in altri organi.
  • Se non è possibile eliminare del tutto le metastasi tramite un intervento chirurgico: la chemioterapia si utilizza per distruggere le cellule maligne che restano nel corpo.
  • Se a causa delle grandi dimensioni del tumore non è possibile rimuoverlo tramite un intervento chirurgico: si interviene con la chemioterapia per cercare di bloccare la crescita del tumore e, per quanto possibile, di ridurne le dimensioni.

Effetti secondari della chemioterapia nei cani

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Secondo le statistiche, una percentuale inferiore al 5% dei cani che riceve questo trattamento soffre di effetti secondari gravi. 

 

Nella maggior parte degli animali, se si presenta qualche controindicazione, risulta essere lieve e transitoria. Ad esempio:

  • Inappetenza.
  • Nausea.
  • Vomito.
  • Diarrea.
  • Abbassamento delle difese immunitarie.

Ad ogni modo, il veterinario dispone di diversi strumenti per prevenire o frenare questi effetti secondari che possono insorgere in seguito al trattamento chemioterapico.