Come i social network cambiano la nostra percezione degli animali

21 ottobre, 2020
Diversi studi suggeriscono che i social network possono influire sulla nostra percezione del mondo animale. Nel bene o nel male?

Non c’è dubbio che viviamo in un pianeta globalizzato e in continua comunicazione. Internet permette agli utenti di condividere, acquisire conoscenze e persino guadagnarsi da vivere. Viviamo nell’era dell’informazione, ma come interagiscono i social network sulla percezione che abbiamo degli animali?

Nonostante i numerosi vantaggi dei media online per la popolazione in generale, ci sono alcune considerazioni che dobbiamo tenere in considerazione quando esponiamo i nostri animali domestici a questo mondo o quando cerchiamo informazioni affidabili sul regno animale.

Internet e la sua espansione

Non è una sorpresa per nessuno che le reti sociali siano in piena espansione. Tuttavia, ecco alcuni dati per mettere in prospettiva la loro reale importanza:

  • Nel 2019, si è stimato che 4,54 miliardi di persone hanno accesso a Internet, ovvero il 59% della popolazione mondiale.
  • Instagram ha attualmente 1 miliardo di utenti attivi.
  • La piattaforma Facebook ha registrato un totale di 2320 milioni di utenti in tutto il mondo.

Come possiamo vedere, si tratta di cifre astronomiche. Diversi studi mostrano come questa attività si traduce nel mondo della cura degli animali.

Ad esempio, la percentuale di ricerca dell’80% dei termini analizzati in relazione alla cura degli animali (per esempio, negozio di animali, cani, alimenti per cani) è aumentata notevolmente negli ultimi quattro anni. Come curiosità, “negozio di animali” è il più ricercato tra tutti i termini analizzati.

D’altra parte, anche nei social network si è osservato un notevole incremento di pagine focalizzate sugli animali. Si stima che, per quanto riguarda il mondo degli animali domestici, ci siano più di 100.000 collegamenti attivi verso alcuni portali.

Tutti questi dati cercano di mostrare l’importanza degli animali domestici nell’era dell’informazione. Non solo sono presenti in foto e video adorabili, ma anche i loro possessori sono alla continua ricerca di informazioni per far vivere al meglio il loro animale.

Donna al computer col suo gatto.

Social network e animali: luci e ombre

Secondo diversi studi scientifici, i social network possono alterare la nostra percezione del mondo animale. Questa affermazione dipende molto dal contesto e dallo strato di popolazione analizzato.

Ad esempio, quando ai vari partecipanti sono state presentate due storie di primati (una a favore dell’allevamento delle scimmie in cattività e una contro), i risultati sono stati molto diversi. È necessario notare che l’immagine che accompagnava l’articolo era la stessa in entrambi i casi:

  • I partecipanti esposti alle notizie negative attribuivano all’animale nell’immagine livelli di stress più elevati.
  • La notizia negativa ha promosso una discussione nella casella dei commenti, dove sono state prodotte “camere d’eco” in cui quasi tutti i membri hanno espresso un parere simile.
  • La notizia che mostrava positività verso l’allevamento di scimmie come animali domestici, ha causato più diffidenza tra i lettori.
  • In generale, è stato notato che i partecipanti hanno parlato meno del benessere degli animali sui social network rispetto ad altri media non sociali.

Si può quindi constatare che la risposta degli utenti di Internet alla stessa immagine dipende in gran parte dal contesto fornito. Questo può, in una certa misura, ammorbidire o aumentare il livello di consapevolezza e di pensiero critico sul mondo animale.

Social network e istruzione

Oltre a questi risultati, altre ricerche hanno studiato l’impatto della presenza degli animali nei social network e nei media educativi sui bambini.

L’esistenza di disegni, imitazioni e interpretazioni di vari esseri viventi è stata ritenuta negativa per la consapevolezza dei bambini sulla natura e sugli ecosistemi. Questo perché i bambini associano la natura a una visione distorta e distante dalla realtà.

Questi studi hanno dimostrato, ad esempio, che la presenza di figure animali antropomorfe (interpretate dal punto di vista umano) nel materiale didattico, non influisce affatto sul livello di comprensione degli esseri viventi da parte dei bambini.

Tuttavia, l’esposizione a informazioni più realistiche sul mondo naturale, ha permesso di acquisire più conoscenze, indipendentemente dalle figure antropomorfe, dai disegni e dal materiale che accompagnava i contenuti didattici esposti. Finché le informazioni sono affidabili, la conoscenza è assicurata.

I social network condizionano la comprensione sugli animali.

Social network e animali: una questione di sfumature

Come abbiamo visto, l’interazione tra social network e animali nella cultura umana è a dir poco complessa. Ad esempio, i bambini non sembrano essere colpiti dalla presenza di materiale informativo trasformato da un punto di vista completamente umano.

D’altra parte, gli studi evidenziano che a seconda della fonte e delle informazioni, possiamo attribuire caratteristiche diverse alle stesse immagini di animali, modulando il livello di dibattito a seconda del portale in cui ci troviamo.

  • Mkono, M., & Holder, A. (2019). The future of animals in tourism recreation: Social media as spaces of collective moral reflexivity. Tourism Management Perspectives29, 1-8.
  • Geerdts, M. S., Van de Walle, G. A., & LoBue, V. (2016). Learning about real animals from anthropomorphic media. Imagination, Cognition and Personality36(1), 5-26.
  • Estudio del sector mascotas en internet, liftingroup.com. Recogido  7 de septiembre en https://www.liftingroup.com/pdf/estudio-sector-mascotas-internet-2014.pdf
  • ¿What is social media for animals? Socialmediaforanimals.com. Recogido a día 7 de septiembre en https://socialmediaforanimals.com/animal-welfare-news/what-is-social-media-for-animals/