Il becco a sella africano: caratteristiche e habitat

19 ottobre, 2020
Il becco a sella africano, o mitteria del Senegal, è un maestoso uccello di grandi dimensioni, lunghe zampe e piume bianche e nere; vive in Africa e sceglie sempre luoghi con acqua dolce a disposizione.

Ha un nome singolare ed è nativo dell’Africa. In questo articolo parliamo del becco a sella africano, o mitteria del Senegal, uccello dalle inconfondibili piume.

Dove vive il becco a sella africano?

Il suo nome scientifico (Ephippiorhynchus senegalensis) è difficile da pronunciare e da ricordare, ma possiamo chiamarlo becco a sella africano o mitteria del Senegal. Si tratta di un uccello trampoliere che appartiene all’ordine dei ciconiformi e che è presente in diverse regioni africane.

Possiamo avvistare colonie di questa specie in tutta l’area subsahariana del continente, che include Sudan, Etiopia, Gambia, Kenya, Senegal, Costa d’Avorio e Ciad. È, inoltre, uno degli animali che si trovano nel Parco Nazionale Kruger del Sudafrica.

Preferisce habitat con specchi di acqua dolce, come fiumi, lagune, paludi e pantani. Può trovarsi in aree aperte e praterie alberate. La sua distribuzione ha tuttavia risentito dell’attività umana: le principali minacce sono i sistemi di drenaggio delle paludi e la creazione di terreni agricoli su aree in passato agresti.

Caratteristiche del becco a sella africano

Si tratta di un uccello di grandi dimensioni, che può raggiungere il metro e cinquanta di altezza e un’apertura alare di quasi due metri e mezzo. L’altezza di questo animale si deve soprattutto alle sue zampe, lunghe fino a 60 centimetri, di colore nero con macchie rosate.

Gli ephippiorhynchus senegalensis.

Gli esemplari maschi sono più grandi e pesanti delle femmine; i primi possono raggiungere i sette chilogrammi, mentre le seconde non superano i cinque chilogrammi. Il colore dell’iride è un’altra caratteristica che varia tra i due sessi: marrone nei maschi e dorata nelle femmine.

Sia le femmine sia i maschi hanno un bellissimo piumaggio: testa, collo, schiena, ali e coda sono neri e le restanti piume sono bianche. Gli esemplari più giovani, invece, presentano un piumaggio sul grigio.

Infine, risaltano il lungo becco di colore rosso e nero, con una macchia gialla nella parte superiore, e la “toppa” rossa all’altezza del petto, che si inscurisce durante la stagione degli amori.

Cosa mangia e come si riproduce?

Il becco a sella africano si ciba di pesci, rane e granchi, ma talvolta aggiunge alla dieta piccoli volatili e rettili. Durante la caccia avanza sull’acqua con movimenti delicati e maestosi; quando avvista la preda, la cattura in fretta con il suo lungo e potente becco.

Per quanto riguarda la riproduzione, sceglie aree con acque più profonde, come conseguenza di un’inondazione per esempio, e costruisce il nido, profondo e grande, vicino agli alberi.

Becco a sella africano che beve.

Le femmine depongono tra uno e due uova bianche che possono pesare fino a 150 grammi ciascuno e che cova per circa un mese, tempo durante il quale il maschio si occupa di garantirle il cibo.

Dopo la schiusa, i pulcini hanno bisogno di quasi tre mesi per essere pronti alla vita senza i loro genitori. Il becco a sella africano non forma colonie riproduttive, bensì gli esemplari si uniscono a coppie, distanti dagli altri.

Quali sono i principali comportamenti del becco a sella africano?

Questo volatile ha bisogno di rimanere fresco tutto il tempo e, possibilmente, di godere di diverse ore d’ombra durante la giornata.

Per evitare di riscaldare il suo corpo, rizza le piume e le separa dal ventre, inoltre riempie il becco d’acqua e la versa sulle uova o i pulcini. Nelle giornate di caldo intenso, può defecare sulle zampe per rinfrescarsi con le feci.

Il becco a sella africano è un uccello silenzioso, fatta eccezione del periodo di cova. Il suo volo è uguale a quello delle altre cicogne: collo allungato e becco verso il basso per bilanciare il peso. Proprio questa caratteristica li differenzia da qualsiasi altro volatile, secondo gli ornitologi.

Infine, bisogna segnalare che il becco a sella africano è stato molto importante per la cultura egizia, che gli aveva dedicato uno speciale geroglifico e uno specifico valore fonetico. La sua importanza era tale che un faraone della dinastia Khaba usò questo volatile per formare il suo nome dopo l’incoronazione!

  • van den Hoven, M., & Reilly, B. (2012). Estimating population size of Saddle-billed Storks Ephippiorhynchus senegalensis in southern Kruger National Park, South Africa. Ostrich. https://doi.org/10.2989/00306525.2012.738254