Il cannolicchio: tutto su un mollusco molto amato in cucina

27 luglio, 2020
Il cannolicchio è uno dei molluschi marini più comuni e apprezzati dal punto di vista gastronomico.
 

Il cannolicchio o cappalunga, con la sua forma caratteristica e il suo valore culinario altamente riconosciuto, è un mollusco marino molto comune nella maggior parte delle acque del pianeta. Vediamo insieme habitat ed abitudini alimentari del cannolicchio.

Che tipo di animale è il cannolicchio?

Questi invertebrati appartengono a uno dei più grandi gruppi animali conosciuti: i molluschi. All’interno di questo gruppo animale si contano circa 100.000 specie – senza contare quelle estinte – che hanno colonizzato quasi tutti gli ambienti terrestri.

All’interno dei molluschi, il cannolicchio viene classificato tra i bivalvi. Il nome stesso spiega la caratteristica più importante di questi animali: sono racchiusi all’interno di una coppia di gusci, che funge da protezione per il loro corpo morbido.

Un’altra caratteristica è che, a differenza del resto dei molluschi, non possiedono né tentacoli, né hanno la testa differenziata dal resto del corpo. Tutti i bivalvi sono animali acquatici e, come tali, il loro stile di vita e la loro dieta sono adattati a questo scopo. Ecco habitat e abitudini alimentari del cannolicchio.

Mucchio di cannolicchi appena pescati.
 


Caratteristiche generali del cannolicchio

Il cannolicchio è il nome comune dato a tutti i molluschi del genere Solenidae. Attualmente sono state descritte circa 13 specie e tutte sono comunemente conosciute come cannolicchio o cappalunga. Vive da pochi metri a oltre 20 metri di profondità, in posizione verticale infossato nella sabbia ed è praticamente invisibile.

La sua presenza viene rivelata soltanto dall’estremità dei sifoni che formano due fori visibili sulla sabbia dalla forma simile ad un 8. Vediamo insieme habitat ed abitudini alimentari del cannolicchio.

Anche se le dimensioni variano leggermente a seconda della specie, di solito sono comprese tra i 7 e i 22 centimetri. I gusci esterni sono allungati e simmetrici, con colori che vanno dal bianco bluastro al marrone. Normalmente, la consistenza dei gusci è irregolare, quindi tendono a rompersi facilmente.

Il cannolicchio è un animale unisessuale, in cui la fecondazione avviene esternamente. Ciò significa che sia gli ovuli che gli spermatozoi vengono rilasciati nell’ambiente marino e la fertilizzazione avviene in seguito. Quando le larve sono adulte, smettono di galleggiare e si spostano nei fondali marini, che sono il loro habitat naturale.

Habitat

L’habitat ideale per il cannolicchio è il fondale marino, soprattutto se poco profondo. È comune trovarli sulle spiagge del Mediterraneo, nonché nell’Oceano Atlantico e nel Mare del Nord.

Guscio di cannolicchio spiaggiato sulla sabbia.
 

Per raggiungere il fondale marino e seppellirsi, il cannolicchio usa una tecnica particolare: servendosi del suo piede lungo e potente, il cannolicchio inizia a creare un piccolo foro verticale.

Quando il buco inizia a riempirsi di acqua e sabbia, mette in moto tutto il suo corpo e si seppellisce ad alta velocità. Ciò gli consente di proteggersi da incontri spiacevoli con i predatori.

Abitudini alimentari

Indipendentemente dalla specie o dall’habitat del cannolicchio, va detto che tutte le specie basano la propria dieta sul plancton, un gruppo di microrganismi che si trovano in mare. Il modo in cui si nutrono ha molto a che fare con il meccanismo con cui si seppelliscono.

Come abbiamo commentato in precedenza, il cannolicchio usa il suo piede muscoloso per seppellirsi nel fondo del mare. Questo movimento genera un flusso d’acqua, che i cannolicchi usano per filtrare il cibo attraverso le branchie.

A livello culinario, la carne di questi molluschi è una delle più apprezzate e consumate, sia fresche che in scatola. In molte zone costiere, costituisce un importante integratore alimentare. Tuttavia, la richiesta di alcune specie sta mettendo in pericolo la sopravvivenza di questi molluschi.

 
  • Márquez, F., & Van Der Molen, S. (2011). Intraspecific shell-shape variation in the razor clam Ensis macha along the Patagonian coast. Journal of Molluscan Studies77(2), 123-128.

 

  • Darriba, S., & Miranda, M. (2005). Impacto del descenso de la salinidad en la reproducción de la navaja (Ensis arcuatus). VIII Foro dos Recursos Mariños e da Acuicultura das Rías Galegas, 239-242.

 

  • Barón, P. J., Real, L. E., Ciocco, N. F., & Ré, M. E. (2004). Morphometry, growth and reproduction of an Atlantic population of the razor clam Ensis macha (Molina, 1782). Scientia Marina68(2), 211-217.