Il pesce scorpione: un nuovo abitante del Mar Mediterraneo

16 agosto, 2020
Il pesce scorpione è la prima specie esotica ad aver invaso la barriera corallina dell'Oceano Atlantico, moltiplicandosi a ritmi mai visti fin'ora nella storia dei mari. Adesso minaccia l'ecosistema marino del mediterraneo.

Il pesce scorpione è la prima specie esotica ad aver invaso la barriera corallina dell’Oceano Atlantico, moltiplicandosi a ritmi mai visti fin’ora nella storia dei mari. Adesso minaccia l’ecosistema marino del mediterraneo.

Il pesce scorpione (Pterois miles) appartiene al genere dei pesci velenosi Pterois ed è originario dell’Indo-Pacifico. È conosciuto anche con altri nomi, come pesce leone o scorpena volante, ed è caratterizzato da una colorazione che richiama all’occhio fatta da fasce rosse, bianche o nere. Inoltre ha pinne pettorali appariscenti e pinne laterali munite di aculei velenosi.

È opportuno segnalare che il genere Pterois racchiude in totale dodici specie, tra cui le più studiate sono P.radiata, Pterois volitans e Pterois miles. Le specie di questo genere hanno da sempre avuto successo commerciale come specie d’acquario grazie all’aspetto vistoso ed esotico. Scopriamo di più sul pesce scorpione!

Da dove arriva questo predatore?

Il pesce scorpione vive nelle acque costiere a profondità che vanno tra i 2 e gli 80 metri. È originario dell’Oceano Indiano ed è molto diffuso in particolare dall’est dell’Africa, dalla Somalia a Port Alfred, in Sudafrica.

È presente anche dal Sudafrica al Mar Rosso e al Golfo Persico, e più a est fino a Sumatra, Java e Bali. Inoltre, il pesce scorpione si può osservare sia nel Pacifico occidentale e centrale come in nell’Australia occidentale.

Due sub nuotano nei fondali con il pesce scorpione.

Il pesce scorpione è una specie invasiva

Occorre sottolineare che nella sua regione di provenienza, la specie non è particolarmente abbondante. Tuttavia, sia il pesce scorpione che il pesce scorpione rosso hanno avuto un successo inusitato dopo l’introduzione nell’Oceano Atlantico.

Di fatto, l’introduzione di queste specie si è rivelata una delle invasioni marine più rapide ed ecologicamente dannose ad oggi registrate. Dopo diversi studi di diversità genetica degli invasori, si è giunti alla conclusione che provengano da una piccola popolazione proveniente dal sud degli Stati Uniti.

Nell’Atlantico occidentale, il pesce leone è diventato il predatore dominante delle barriere coralline, con un forte impatto sui pesci nativi. Si stima che in soli 2 anni, sia riuscito a ridurre le popolazioni di ben 40 specie.

Perché ha successo come invasore?

Secondo gli esperti, il suo drammatico successo come specie invasiva è il risultato di una combinazione di diversi fattori;

  • Per prima cosa, il pesce scorpione è un carnivoro generalista e può cibarsi di un’ampia varietà di pesci e crostacei.
  • Le femmine depongono le uova ogni 4 giorni tutto l’anno, producendo annualmente circa due milioni di uova gelatinose e fluttuanti. Bisogna segnalare che le uova sono planctoniche e viaggiano lungo le correnti oceaniche, coprendo quindi grandi distanze.
  • La specie matura e si riproduce precocemente ed è dotata di un potente sistema difensivo velenoso contro i predatori. Una delle sue caratteristiche fisiche principali sono proprio gli aculei minacciosi ed altamente velenosi, che costituiscono una buona difesa contro gli ectoparassiti.
  • I suoi predatori naturali rientrano spesso tra i casi di pesca eccessiva.
  • Infine, le “nuove” prede del pesce scorpione non sono abituate alla sua presenza, rendendogli meno complicato il ruolo di predatori.

Il pesce scorpione è approdato nel Mar Mediterraneo?

Fin’ora, il pesce leone era stato avvisato solo occasionalmente nel Mar Mediterraneo orientale. Di fatto, si crede che condizioni oceanografiche sfavorevoli abbiano limitato la dispersione delle sue larve.

Negli ultimi 5 anni, la minaccia di invasione del pesce scorpione nel Mar Mediterraneo sembra essere diventata reale. Gli avvistamenti di questa specie lungo le acque costiere a sud di Cipro sono sempre più frequenti.

È importante segnalare come gli ecosistemi marini del Mediterraneo debbano affrontare, oltre alle invasioni di specie esotiche, molte altre minacce come il cambiamento climatico e la pesca intensiva. Il costante aumento delle temperature dell’acqua di certo non aiuta, favorendo anche il proliferare di specie esotiche e causando cambi nella biodiversità e fenomeni di tropicalizzazione.

Attualmente esistono più di 1000 specie esotiche nel Mediterraneo, la maggior parte delle quali sono termofile e sono approdate attraverso il canale di Suez. Il recente ampliamento del canale, insieme al riscaldamento della superficie marina, sono circostanze che favoriscono l’installazione del pesce scorpione nelle nostre acque.

Pesce scorpione nuota nelle acque del Mediterraneo.

Riflessione finale

Il Mar Mediterraneo è un’importante riserva di diversità oceanica dove abitano all’incirca 17.000 specie. L’impatto del pesce leone come specie invasiva comporterà importanti variazioni di habitat e la riduzione della biodiversità locale.

Trattandosi di un ottimo predatore, il pesce scorpione ridurrà l’abbondanza dei bioti nel nostro sistema marino. In generale, non è ancora possibile valutare il suo impatto socio economico sul lungo periodo. Ma una cosa è certa: l’essere umano è il vero responsabile dell’espansione delle specie invasive.

  • Kletou, D., Hall-Spencer, J. M., & Kleitou, P. (2016). A lionfish (Pterois miles) invasion has begun in the Mediterranean Sea. Marine Biodiversity Records, 9(1), 46.
  • Kleitou, P., Savva, I., Kletou, D., Hall-Spencer, J. M., Antoniou, C., Christodoulides, Y., … & Petrou, A. (2019). Invasive lionfish in the Mediterranean: Low public awareness yet high stakeholder concerns. Marine Policy, 104, 66-74.
  • Motomura, H., Matsuura, K. & Khan, M. (2018). Pterois milesThe IUCN Red List of Threatened Species 2018: e.T190475A54145413. https://dx.doi.org/10.2305/IUCN.UK.2018-2.RLTS.T190475A54145413.en. Downloaded on 18 May 2020.