Il riccio di mare: caratteristiche e habitat

12 luglio, 2020
Il riccio di mare è la gioia degli amanti del buon cibo e l'incubo di tanti bagnanti. Scopriamo di più su questo animale.
 

Amato da molti golosi e detestato da altrettanti bagnanti, il riccio di mare è una creatura che popola i mari temperati e tropicali e che, spesso, è messa in pericolo dalla pesca indiscriminata.

Il riccio di mare fa parte di un ordine peculiare di animali invertebrati noti come echinodermiti (Echinoidea), che appartengono a loro volta agli Echinodermi. Sono caratterizzati dall’avere lo scheletro esterno coperto da punte acuminate che possono contenere una potente tossina.

In questo articolo parleremo delle principali caratteristiche del riccio di mare, del suo habitat e della sua dieta.

Aspetti morfologici del riccio di mare

Il corpo del riccio di mare è di tipo discoidale o sferico (globoso), privo di braccia o arti. Il suo scheletro esterno è costituito da placche calcaree, la cui composizione è dominata dal carbonato di calcio.

Questa struttura calcarea è coperta da un derma sottile e anche da un’epidermide, che fornisce una doppia protezione per il corpo dell’animale. All’interno del suo scheletro sferico o discoidale si trovano gli organi vitali.

Sebbene ad occhio nudo non dimostri la tipica simmetria pentaradiale degli echinodermi, i suoi organi interni seguono questo schema. Per questo motivo, anche alcuni invertebrati caratterizzati dalla simmetria radiale, come la stella marina, vengono inclusi in questo gruppo.

Un’altra caratteristica tipica del riccio di mare è il suo sistema acquatico vascolare, la cui funzione è quella di pompare l’acqua nel corpo per fornire pedicelli ambulatoriali. Di seguito, spiegheremo meglio cos’è il sistema ambulacrale del riccio di mare e perché è così importante.

 

Il sistema ambulacrale

Il sistema ambulacrale è costituito da una serie di camere e tubi che viaggiano attraverso il corpo degli echinodermi. Questo sistema sfocia nell’ambiente esterno per mezzo di diversi pedicelli ambulacrali.

Il corpo del riccio di mare è diviso in parti o metà: le parti orale e aborale. La parte orale, dove troviamo la bocca dell’animale, è quella rivolta verso terra.

Riccio nelle profondità marine

Per quanto riguarda la parte aborale, troviamo l’ano e la madreporite del riccio, che si collega direttamente al suo sistema ambulacrale.

L’acqua entra nel corpo dei ricci attraverso la madreporite che è collegata con il canale anulare che circonda la loro bocca. Quindi, raggiunge le ramificazioni del sistema ambulacrale e si espande in tutto il corpo.

Mentre l’acqua attraversa il sistema ambulacrale, l’alimentazione del riccio di mare è caratterizzata dall’assunzione di minerali e proteine, che sono dei nutrienti essenziali per la salute di questi invertebrati. Questo sistema aiuta a trasportare i nutrienti e l’ossigeno verso tutti i tessuti, oltre a eliminare le tossine dal corpo.

Habitat del riccio di mare

 

I ricci di mare dimostrano una grande capacità di adattamento ai diversi climi ed ecosistemi marini. Ciò è dovuto alla capacità di modificare il metabolismo e la dieta in base alle caratteristiche del loro ambiente.

Oggi c’è un’ampia varietà di specie che popolano i mari tropicali fino ai ricci che sopravvivono nei mari con le temperature molto basse. Inoltre, questi invertebrati possono abitare sia in profondità che vicino alla superficie.

Tuttavia, la maggior parte dei ricci di mare si trova nelle acque temperate e tropicali. In queste acque trovano cibo in abbondanza, in particolare le alghe, ricche di proteine ​​di alta qualità e di facile assimilazione che consentono loro di crescere rapidamente.

Riccio di mare in superficie

Dieta e predatori naturali

I ricci di mare mangiano principalmente alghe, sebbene possano anche consumare piccoli invertebrati per integrare la loro dieta. Le specie che compongono la loro dieta possono variare a seconda dell’ambiente in cui si trova e della disponibilità di cibo a seconda del periodo dell’anno.

Per quanto riguarda i predatori naturali, i ricci si difendono grazie all’eccellente protezione naturale dei loro aculei che possono contenere tossine. Per questo motivo, non vengono minacciati da una vasta gamma di predatori, anche se ci sono dei pesci specializzati nella “caccia” dei ricci di mare.

 

L’aragosta, alcuni granchi e le lontre di mare sono alcuni dei predatori naturali del riccio di mare. D’altra parte, la sua carne è molto pregiata nella gastronomia internazionale. Per tutti questi motivi, la pesca o la cattura dei ricci è oggi una delle maggiori minacce alla sua sopravvivenza.

Riproduzione del riccio di mare

La stragrande maggioranza delle specie di ricci di mare si riproducono sessualmente, attraverso la fecondazione esterna. I maschi e le femmine hanno il sesso ben definito, producono i loro gameti e, quando arriva il momento, li rilasciano nel luogo scelto per la riproduzione.

È interessante notare che le uova fecondate sviluppano una specie di blastula solo poche ore dopo essere state fecondate. Questo dà loro la possibilità di muoversi e nuotare liberamente durante lo sviluppo.