La campagna mondiale contro la rabbia

15 dicembre, 2016
 

La rabbia è una malattia infettiva provocata da un virus che vive nella saliva dell’animale infetto: cane, gatto o scimmia. Viene trasmessa attraverso la saliva dell’animale, nel caso in cui morda o lecchi zone della pelle che presentano ferite o abrasioni.

Un cane affetto da rabbia presenta questi sintomi:

  • aggressività
  • occhi arrossati
  • salivazione abbondante
  • aspetto debole e difficoltà a camminare
  • perdita dell’appetito
  • mancanza dello stimolo della sete
  • forte tendenza a mordere
  • tendenza a nascondersi
  • mandibola che pende verso il basso
  • timore eccessivo verso acqua, aria e luce
  • può arrivare a non riconoscere il padrone e scappare di casa.

La rabbia nei nostri animali domestici si previene con il vaccino, somministrato ogni anno a partire dal primo mese di vita.

Se si ha il sospetto di essere stati morsi da un animale affetto da rabbia, occorre lavare la ferita con acqua e sapone, localizzare l’animale e poi recarsi al più presto in un ospedale per un controllo della ferita.

Che cos’è la rabbia?

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Autore della foto: Jon Hurd

Si tratta di una malattia infettiva virale che colpisce il sistema nervoso centrale e causa encefalite acuta. Il virus contagia i mammiferi, domestici e selvatici, compreso l’uomo. Si trova in genere nelle secrezioni degli animali infetti e può essere trasmesso agli esseri umani tramite morso o qualora la saliva dell’animale entri nell’organismo attraverso tagli sulla cute.

 

Nei cani, questa malattia deve essere trattata con la massima urgenza, altrimenti può portare alla morte. Dopo il morso occorrono tra i 60 e i 300 giorni prima che si manifesti la malattia.

È una patologia grave: quando nell’uomo compaiono i sintomi della rabbia, ogni trattamento è inutile ed è quasi sempre letale. Pertanto, per prevenirla, si consiglia di risolvere il problema alla radice, vaccinando gli animali.

Dati e statistiche

Ogni anno muoiono circa 55 mila persone a causa di questa malattia, vale a dire una morte ogni 10 minuti. Quando una persona ha il sospetto di essere stata morsa da un animale affetto da rabbia deve farsi immediatamente vaccinare, allo scopo di prevenire la malattia. La modalità di trasmissione più comune è il morso di un animale infetto.

Campagna antirabbica 2016

Per mancanza di fondi, la campagna antirabbica 2016 è stata organizzata e diffusa soprattutto dai veterinari. Il vaccino però può essere fatto in qualunque momento dell’anno.

In tutto il mondo è stata fissata al 28 settembre la Giornata mondiale contro la rabbia, coordinata dall’OMS, l’Alleanza Globale per il Controllo della Rabbia, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti d’America, l’Istituto Pasteur di Parigi e l’ordine dei veterinari di numerosi paesi.

Tra i principali obiettivi, aumentare le iniziative in tutto il mondo per sensibilizzare la società e mettere in moto un’adeguata risposta al problema.

 

I bambini sono una delle categorie più vulnerabili. La rabbia negli esseri umani si può prevenire proteggendo le categorie a rischio mediante il controllo degli animali, informando le persone più esposte e garantendo l’accesso a cure mediche a tutti coloro che hanno subito un’aggressione di questo tipo.

La rabbia nel mondo

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La rabbia non si può curare, ma si può prevenire. Nel caso degli esseri umani, è una malattia completamente prevenibile, ma richiede informazione e farmaci accessibili. Diversi paesi del mondo stanno compiendo grandi sforzi per tenerla sotto controllo o hanno raggiunto risultati importanti nell’estirpare la rabbia umana trasmessa dal cane.

Malgrado ciò, la rabbia silvestre continua a mietere molte vittime, in particolare nelle aree del mondo con scarse risorse e nelle zone di difficile accesso.

Un dato di fatto è che la rabbia canina in numerosi paesi del mondo non è affatto sotto controllo, dal momento che si stima che siano 55 mila le persone che muoiono ogni anno per questo motivo.

Le campagne di prevenzione hanno un ruolo importante. L’Italia ha avuto negli scorsi anni una lieve ricomparsa di casi di rabbia silvestre, legati alla vicinanza con il confine croato e sloveno, ma attualmente è considerato un paese indenne. È perciò importante non abbassare mai la guardia.