La cavia da laboratorio, il miglior modello animale

30 giugno, 2020
La cavia da laboratorio è utilizzata in ambito scientifico da un secolo e ci ha permesso di scoprire le cure per moltissime patologie sia umane che animali.
 

Da oltre un secolo la cavia da laboratorio è l’animale più utilizzato per le sperimentazioni in ambito scientifico. Questo piccolo roditore è parente del topolino comune (Mus musculus), un animale estremamente abituato a vivere con noi umani visto che nelle nostre case trova riparo e nutrimento.

Questo piccolo animale ci ha aiutato a scoprire cure per malattie cardiache, immunodeficienze e il cancro. Volete sapere perché la cavia da laboratorio è tanto usata dalla comunità scientifica? Ve lo raccontiamo in questo articolo.

Cos’è un modello animale?

Nelle scienze che lavorano su cellule vive, come la medicina o la biologia, gli animali da laboratorio sono molto diffusi. Di fatto, l’utilizzo in laboratorio di corpi umani e non, è diffuso fin dalla Grecia classica e solo durante il Medioevo, a causa della reticenza della chiesa cattolica nel profanare cadaveri, la pratica venne interrotta.

Come detto, anticamente gli esperimenti venivano condotti su animali ed esseri umani; questo fin quando l’approvazione delle leggi di Norimberga, al termine della Seconda Guerra Mondiale, proibirono l’utilizzo di esseri umani per lo sviluppo di nuovi farmaci e terapie.

Quando si parla di modelli animali si parla di animali dal genoma conosciuto. Gli esperimenti condotti su di loro possono essere replicati su altri animali e perfino sull’essere umano. Secondo il Comitato Nazionale di Ricerca degli Stati Uniti (NDRC), un modello animale è:

“Un animale la cui biologia e il cui comportamento, oltre che i processi patologici spontanei o indotti, possono essere studiati e i cui risultati ottenuti possono essere in parte riscontrabili anche in esseri umani o altre specie animali”.

Cavia domestica che si sporge dalla gabbia

 

L’utilizzo di modelli animali permette una maggior comprensione delle basi biologiche e patofisiologiche delle malattie che colpiscono tanto gli esseri umani quanto altri animali, dato che gli studi condotti in laboratorio su questi animali possono essere replicati anche in ambito veterinario.

Perché la cavia da laboratorio?

Le specie animali usate nelle sperimentazioni scientifiche sono molte e varie: topi, ratti, conigli, cani, maiali, pecore, rane, mosche, scimmie ecc. Ma il modello animale usato in oltre il 50% dei casi è proprio la cavia da laboratorio.

I motivi per i quali questi piccoli roditori sono il modello animale per eccellenza sono diversi:

  • Sono mammiferi, motivo per cui i loro processi biochimici sono molto simili a quelli dell’essere umano.
  • Il ricambio generazionale avviene in maniera molto rapida.
  • Si adattano facilmente alla vita in laboratorio.
  • Sono animali di piccole dimensioni e facili da maneggiare (soffrono molto poco per lo stress da manipolazione).
  • Sono, insieme all’essere umano, i mammiferi più studiati dal punto di vista genetico.
  • Ne esistono di molti ceppi distinti, fatto che li rende ideali per studi di mutazioni genetiche come il cancro.
  • Sono gli unici modelli animale le cui cellule madri vengono conservate in vitro.
  • Lo studio di questo animale per oltre un secolo rende di fatto immensa la quantità di dati a disposizione.

Grazie alla cavia da laboratorio abbiamo raggiunto importanti progressi nello studio di malattie autoimmuni o del cancro. Ma non dobbiamo dimenticarci di avere a che fare con animali senzienti, con delle necessità specifiche e con un’etologia ben definita.

 

Necessità di una cavia da laboratorio

La cavia da laboratorio è un animale sociale abituato a vivere in gruppo. L’estrapolazione dal gruppo del singolo esemplare deve essere sempre ampiamente giustificato dallo studio che si sta conducendo. I gruppi devono essere separati per sesso a partire da quando avviene lo svezzamento dei piccoli (intorno al ventunesimo giorno di età). Se così non avviene, esiste il rischio di avere cucciolate consanguinee.

Una volta stabiliti i gruppi di maschi e femmine, non possono più essere introdotti nuovi esemplari né possono esserne portati via, per non destabilizzare la gerarchia della colonia provocando scontri e ferimenti dei membri maschili.

Le dimensioni delle casette in cui vengono fatti vivere gli animali sono stabilite da un decreto, così come il numero di animali ammesso per ogni casetta. La superficie a disposizione di un singolo animale non può essere inferire ai 60 cm2.

Coppia di cavie su sfondo bianco

Infine, la cavia da laboratorio ha bisogno un di arricchimento ambientale che riguardi:

  • Il materiale stesso della casetta.
  • Materiale per fare il nido, indipendentemente dal sesso dell’animale.
 
  • Giochi, che possono essere rotoli di cartone, pezzi di legno, tane di plastica traslucida di colore rosso (per poter osservare gli animali senza dargli fastidio, dato che non sono in grado di distinguere questa tonalità).
  • Alimenti speciali come frutta secca o pane duro.

L’arricchimento ambientale è indispensabile per la buona salute fisica e psicologia dell’animale. Se l’animale inizia a sviluppare stereotipi o condotte anomale, non solo si rischia di guastare il benessere dell’animale quanto anche lo studio scientifico.

 
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  • Dávila, A. G. (2008). Breve historia de la experimentación animal. Lecturas Singulares, (6).
  • Real Decreto 53/2013, de 1 de febrero, por el que se establecen las normas básicas aplicables para la protección de los animales utilizados en experimentación y otros fines científicos, incluyendo la docencia
  • Zúñiga, J. M., Muriana, J. O. y J. T., Marí. (2008). Ciencia y tecnología del animal de laboratorio. Sociedad Española para las Ciencias del Animal de Laboratorio (SECAL).