La dispnea negli animali domestici: sintomi e cure

12 ottobre, 2020
La sensazione di soffocamento e mancanza di respiro è una delle peggiori esperienze che si possano vivere. Per un animale, che non capisce cosa gli sta succedendo, è ancora più stressante.

La dispnea è la difficoltà a respirare che ci porta alla sensazione di soffocamento. Provoca un’enorme sensazione di disagio causato dalla cattiva respirazione. Ma può anche essere dovuta ad una concentrazione insufficiente di ossigeno nel sangue o ad una concentrazione eccessiva di anidride carbonica.

In ogni caso, la dispnea negli animali domestici è un problema serio e deve essere trattata come un’emergenza respiratoria.

È essenziale, pertanto, riconoscere immediatamente la presenza questa patologia. Dal veterinario l’osservazione dell’animale e l’esame fisico dell’apparato respiratorio sono gli strumenti più utili per la sua diagnosi.

È importante osservare il modo di respirare dell’animale

Si possono riconoscere gli animali con dispnea perché presentano un aumento della frequenza respiratoria e dello sforzo che impiegano per respirare. Ciò è dovuto all’improvviso coinvolgimento dei muscoli respiratori secondari, come i muscoli del collo o dell’addome.

La respirazione diventa un processo attivo piuttosto che passivo, anche se lo sforzo respiratorio non sempre indica la presenza di dispnea.

La respirazione paradossa, tuttavia, implica l’esistenza di una dispnea. Questo perché si perde la sincronizzazione dei movimenti respiratori toraco-addominali.

Veterinario che visita un cane nel suo ambulatorio.

Come possiamo riconoscere un animale con dispnea?

Uno dei segnali più evidenti è la postura che adotta l’animale per cercare di facilitare il flusso dell’aria. Ad esempio:

  • Respira utilizzando la bocca.
  • Allunga il collo e solleva la testa per raddrizzare la trachea.
  • Assume una posizione particolare per poter respirare meglio.

A questo, si aggiunge la preferenza dell’animale a stare in piedi ed aprire le zampe per ridurre al minimo la compressione del torace. Qualsiasi restrizione artificiale che limiti questi adattamenti posturali può peggiorare la dispnea e portare a uno scompenso respiratorio.

Fase due: l’esame fisico

Una delle prime cose da controllare in un animale che presenta una difficoltà respiratoria è il colore delle mucose. La cianosi può fornire informazioni importanti sul malfunzionamento del sistema respiratorio, ma questa è presente solo nei pazienti più gravi.

Non lasciatevi ingannare dal fatto che il colore delle mucose rimane rosaceo.

Le prossime cose da controllare saranno il sistema respiratorio e cardiovascolare dell’animale. L’auscultazione del torace e della trachea può rilevare la presenza di sibili, crepitii o altri suoni anormali:

  • I “fischi”, noti anche come respiri sibilanti, indicano un restringimento delle vie aeree. Se si verificano durante l’inspirazione, si può sospettare una patologia delle prime vie respiratorie. Se avvengono durante l’espirazione, indicano generalmente dei problemi alle basse vie respiratorie.
  • I crepitii indicano del fluido nelle vie aeree. Sono causati dalla presenza di bolle d’aria all’interno del fluido.
  • Se i suoni polmonari o cardiaci sono bassi e non possono essere ascoltati facilmente, si può considerare la possibilità di un problema al cavo pleurico.

Forse vi starete chiedendo: “Perché bisogna controllare anche il sistema cardiovascolare?” Perché può essere l’origine della difficoltà respiratoria, come accade nell’insufficienza cardiaca congestizia.

Dispnea: come possiamo stabilizzare le condizioni dell’animale?

Per prima cosa, bisogna aumentare l’ossigeno inspirato dall’animale, anche durante l’esame fisico. Teoricamente, bisogna lasciare riposare l’animale per un po’ in un ambiente ricco di ossigeno prima di iniziare l’esame fisico.

Questo è molto importante, soprattutto per i gatti che si innervosiscono molto quando vengono portati in clinica. In questa maniera, potranno calmarsi e si potrà procedere con l’esame approfondito dell’animale senza aggravare il suo disagio.

Il trattamento della dispnea negli animali domestici: l’ossigenoterapia

L’ossigenoterapia può essere eseguita in diversi modi:

  • Utilizzando una mascherina quando l’animale è sdraiato (ovviamente l’animale deve tollerarla).
  • Usando un tubo che somministra l’ossigeno posizionato vicino alle narici e alla bocca dell’animale. Ha un effetto simile a quello della mascherina, ma stressa meno l’animale.
  • Utilizzando delle gabbie per l’ossigenoterapia. Lo svantaggio, però, è che si isola l’animale impedendo l’esame fisico. In genere, i veterinari utilizzano delle incubatrici simili a quelle usate per i bambini.
  • Tubi di ossigeno nasale. Funzionano bene per animali di taglia grande, ma causano dei problemi nelle razze brachicefale.

Esistono altre tecniche di somministrazione dell’ossigeno che cercano di adattarsi alle situazioni specifiche e alla specie dell’animale. Ad esempio, l’uso del collare elisabettiano associato all’ossigenazione crea una sorta di camera nella quale l’animale può respirare.

Cane a cui è praticata l'ossigenoterapia.

L’ossigeno usato nell’ossigenoterapia deve essere umido in modo da evitare l’essiccazione del muco nelle vie aeree. Esistono dei macchinari appositamente progettati che riscaldano e umidificano l’ossigeno somministrato.

Infine, bisogna stare attenti alla tossicità da ossigeno. Se vengono somministrate concentrazioni elevate di ossigeno per più di dodici ore, si causano dei danni ai polmoni.