La foca cancrivora: caratteristiche principali

07 ottobre, 2020
Quando caccia, la foca cancrivora è in grado di immergersi fino ad una profondità di 600 metri nelle fredde acque dell'Antartide.

La foca cancrivora è uno dei focidi più veloci in acqua e vive quasi esclusivamente in Antartide. L’aspetto curioso è che, anche se si chiama foca cancrivora (o mangiagranchi), non si ciba di granchi bensì di krill, come le balene. Andiamo a conoscere meglio questo animale.

Caratteristiche e habitat della foca cancrivora

Il suo nome scientifico è Lobodon carcinophagus. Fa parte del gruppo dei mammiferi pinnipedi e della famiglia dei focidi. Con una popolazione di milioni di esemplari, il suo habitat è il circolo polare antartico da almeno 25 milioni di anni. Negli ultimi decenni, tuttavia, sono state avvistate delle foche cancrivore anche in Sud America, Nuova Zelanda e Australia.

La foca cancrivora misura circa 2,5 metri di lunghezza e pesa tra i 200 e i 300 chili quando raggiunge l’età adulta (intorno ai cinque anni di vita). Gli esemplari femmine sono più pesanti dei maschi, ma durante l’allattamento possono perdere fino al 50% del loro peso corporeo.

Che ci crediate o no, entrambi i sessi hanno un fisico piuttosto “snello” rispetto ad altre foche. Questo è dovuto alla loro forma più allungata. Il colore del mantello varia a seconda del periodo dell’anno: grigio chiaro in estate e grigio scuro in inverno. Durante tutto l’anno le loro pinne sono più scure rispetto al resto del corpo. La foca cancrivora ha un muso appuntito ed una testa piuttosto sottile.

Foca cancrivora nel suo habitat naturale.

L’alimentazione e il comportamento della foca cancrivora

In base al nome, potremmo pensare che la foca cancrivora si nutra solo di granchi. Ma i granchi di solito non vivono in Antartide dove il cibo è piuttosto scarso. La dieta delle foche cancrivore, come per le balene, è composta principalmente da krill.

Anche se nel suo habitat ci fossero delle prede più grandi, questa foca non sarebbe in grado di catturarle a causa della forma della sua bocca e della distribuzione dei suoi denti. Questi formano una sorta di setaccio che funge da filtro per rimuovere l’acqua e trattenere il cibo.

Quando caccia, pertanto, si immerge nelle acque fredde fino a 600 metri di profondità mantenendo la bocca semiaperta per catturare i minuscoli crostacei (il krill). Per terminare il pasto, risale molto vicino alla superficie del mare, a circa 20 metri di profondità.

L’organizzazione sociale

Per quanto riguarda l’organizzazione sociale, la foca cancrivora forma dei gruppi familiari e trova dimora tra i blocchi di ghiaccio. Nella stagione degli amori, tra ottobre e dicembre, i maschi combattono tra loro per contendersi le femmine “migliori”.

Gruppo di foche cancrivore.

Ottenuta la femmina migliore, il maschio sta accanto a lei durante la gestazione (che dura 11 mesi) e si prende cura dei cuccioli che nascono uno alla volta.

Alla nascita, un cucciolo di foca cancrivora pesa già 35 chili. La madre lo allatta per un mese e durante quel periodo giacciono sul ghiaccio senza muoversi. Il cucciolo rimane nel gruppo familiare fino all’età di quattro anni. A questa età, infatti, raggiunge la maturità sessuale ed è pronto per formare una famiglia propria.

Uno dei comportamenti più curiosi della foca cancrivora si verifica quando sente di essere vicina alla morte (l’aspettativa di vita di questo tipo di foche è di circa venti anni). La foca abbandona la sua casa tra i blocchi di ghiaccio e nuota per più di 20 chilometri verso i ghiacciai interni, dove finalmente muore.

I principali predatori delle foche cancrivore sono le orche e le foche leopardo (Hydrurga leptonix). Se una foca cancrivora riesce a sopravvivere agli attacchi di questi animali – scappando e nuotando ad una velocità superiore ai 25 Km/h – si ritroverà viva, ma con il corpo pieno di numerose cicatrici.

Altri pericoli per la foca cancrivora sono la caccia e la pesca indiscriminate da parte dell’uomo, che si è spinto anche nelle aree inospitali dove vivono queste foche. La buona notizia è che, per il momento, non è a rischio di estinzione.

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