La mantide di mare: l'imbattibile picchiatore marino

11 ottobre, 2020
Le mantidi di mare sono crostacei aggressivi che vivono all'interno di tane. Anche se preferiscono tendere imboscate alle prede che si avvicinano al loro covo, a volte ne escono per dedicarsi alla caccia.

La mantide di mare è presente in una grande varietà di dimensioni, che spaziano dai 5 ai 40 centimetri di lunghezza. Si diversifica anche per la colorazione, dal momento che è possibile osservare esemplari che vanno da un tono marrone a colori sgargianti, come è il caso, per esempio, della canocchia pavone (Odontodactylus scyllarus). Può presentare perfino colori fluorescenti.

Questi crostacei invertebrati appartengono all’ordine degli stomatopodi. Esistono circa 400 specie differenti di mantide di mare, ognuna delle quali appartiene al sottordine Unipeltata. In generale, è nota sotto una notevole varietà di nomi: tra i tanti, gambero mantide, locusta di mare e pugile del mare.

Pronti a combattere

Gli stomatopodi sono animali predatori aggressivi, dotati di potenti artigli. Questi ultimi consistono in un paio di appendici toraciche a forma di pinza chelata prensile, dalla morfologia simile a quelle appartenenti alle mantidi religiose. In base alla forma di questi artigli è possibile distinguere due gruppi:

  • Le specie perforatrici possiedono appendici spinose che terminano con punte dentate o ad arpione. Queste specie infilzano la propria preda con forza e velocità.
  • Quelle trituratrici possiedono appendici sviluppate come randelli. Presentano anche una rudimentale spina. In questa divisione, il braccio viene impiegato per bastonare e maciullare la preda. Questi animali prendono il nome di “pugili del mare” proprio perché sono degli ottimi picchiatori. All’estremità dell’appendice è presente anche un bordo affilato, grazie al quale possono squarciare le proprie prede.

A causa della loro ferocia e velocità, entrambi i tipi di stomatopodi sono in grado di sopraffare prede dalle dimensioni significativamente superiori alle loro. Sono stati riferiti episodi di prede catturate che erano otto volte più grandi del proprio aggressore.

Mantide di mare nel proprio ambiente naturale.

La mantide di mare: la scienza del colpo

Indubbiamente, il segreto del colpo di grazia di questi crostacei consiste nella velocità; essere veloci sotto l’acqua, però, è un processo difficile e complesso.

Per riuscirci, oltre a disporre di muscoli normali, le braccia di questi animali contengono anche strutture speciali che consentono loro di immagazzinare e rilasciare rapidamente energia attraverso colpi molto violenti. Le loro appendici vengono caricate da una molla muscolare.

I colpi contundenti di queste specie di mantidi di mare sono stati misurati ed è stato calcolato che raggiungono la velocità di 23 metri al secondo (approssimativamente, 80 chilometri all’ora).

L’appendice che sostiene il randello della mantide di mare possiede una struttura elastica a forma di sella, che si comprime e si incastra grazie alla contrazione simultanea dei muscoli estensori e flessori. In un istante preciso, il “chiavistello” viene rilasciato mediante il rilassamento del muscolo flessore, consentendo il movimento verso l’esterno del “randello”.

Se il colpo non uccide, lo fa lo spavento

Gli scienziati hanno stabilito che, grazie alla rapidità del colpo inferto, l’attacco è in grado di produrre bolle di cavitazione. È interessante sapere che la cavitazione è un fenomeno idrodinamico che consiste nella formazione di bolle di vapore all’interno di un fluido, quando quest’ultimo viene sottoposto a sollecitazioni che corrispondono a differenze di pressione.

Così, le bolle formate viaggiano verso zone a pressione maggiore per poi implodere; in altre parole, il vapore ritorna improvvisamente allo stato liquido e le bolle si rompono bruscamente.

Per questa ragione, viene sprigionata una grande quantità di energia, tale da screpolare qualunque superficie contro la quale si scontri. Il fenomeno è generalmente accompagnato da rumori e vibrazioni.

Si ritiene che il collasso di queste bolle di cavitazione produca delle forze che colpiscono due volte il proprio bersaglio. Così, anche se il colpo iniziale dovesse fallire, l’onda d’urto risultante può essere sufficiente per stordire o perfino uccidere la preda della mantide di mare.

Se il colpo è così potente, perché la mantide di mare non spezza il proprio randello?

Per colpire con questa forza senza rompere la propria mazza, la mantide di mare dispone di uno speciale nucleo ammortizzatore, dotato di una struttura molecolare differente da quella presentata da qualunque animale a noi noto.

Così, questa grande resistenza agli urti è dovuta alla cosiddetta “struttura di Bouligand”, che, nello strato esterno, assomiglia al compensato. In sostanza, il randello di questi crostacei possiede due strati:

  • Lo strato superiore è costituito da un materiale bioceramico mineralizzato, simile a quello di un osso, mentre lo strato inferiore è fibroso, simile a una corda.
  • Lo strato interno, che risulta più forte quando viene sottoposto a stiramento, fornisce il necessario sostegno flessibile. Senza di esso, il colpo danneggerebbe il crostaceo stesso.

Ad armi differenti corrispondono differenti strategie di caccia

È utile segnalare che la maggior parte delle specie di mantidi del mare non sono trituratrici, ma perforatrici. Ogni tipo possiede un diverso stile di caccia. Ve ne parliamo nelle righe che seguono.

Le perforatrici cacciano lasciando le proprie tane, cercando prede sedentarie dal guscio duro e poi colpendole per fare emergere la parte interna, morbida e saporita. Inoltre, danno la caccia a pesci, calamari e perfino cuccioli di squali.

Le specie trituratrici, invece, sono costituite da predatori che ricorrono alle imboscate. Di solito catturano le proprie prede nascondendosi silenziosamente nelle proprie tane, fino a quando la preda non si trova alla loro portata. Le specie trituratrici utilizzano la propria abilità per catturare chiocciole, molluschi, granchi e ostriche di scoglio.

La mantide di mare: un crostaceo da cui mantenersi distanti.

Come abbiamo avuto modo di vedere, il mondo delle mantidi di mare è molto più complesso di quanto si potrebbe pensare in un primo momento. Ciononostante, un aspetto è decisamente chiaro: quando questo animale si prepara a colpire la propria preda, è meglio che ci allontaniamo dai paraggi, o potremmo finire con un osso rotto.

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