La pecora domestica: dieta e temperamento

21 luglio, 2020
Parliamo della pecora domestica, un animale molto comune nelle fattorie. Vi diciamo anche cosa bisogna sapere per allevarla.
 

La pecora domestica, scientificamente conosciuta come Ovis aries, è uno degli animali da fattoria per eccellenza. Conoscere il loro temperamento e le loro esigenze nutrizionali è essenziale per chi decide di allevarle e sfruttarne le potenzialità alimentari.

Caratteristiche principali: morfologia e comportamento

La pecora domestica è un mammifero quadrupede con gli zoccoli. Vale a dire, forma parte di un gruppo di mammiferi che camminano sostenendo l’estremità delle dita su uno zoccolo.

A seconda della razza, le dimensioni e il peso della pecora domestica oscillano tra i 45 e i 150 chilogrammi. Anche l’aspetto fisico e le sue caratteristiche variano, ad esempio può avere un paio di corna o addirittura due paia, in entrambi i sessi o solo nei maschi.

In genere, la pecora domestica ha la pelliccia densa e riccia, conosciuta nel settore zootecnico e tessile come lana, e il cui colore può variare dal bianco al marrone, al nero o alle sfumature colorate. Tuttavia, vale la pena notare che di solito si preferiscono i greggi di pecore bianche per ottenere la lana, per poi colorarla in seguito.

Questa specie è caratterizzata da una sorta di visione periferica, con un campo visivo in grado di superare i 300º. Inoltre, ha un udito molto sensibile e un forte senso dell’olfatto grazie alla presenza delle ghiandole odorifere che svolgono un ruolo cruciale durante il periodo riproduttivo.

Pecore su un prato
 

Abitudini della pecora domestica

In termini di comportamento, la pecora domestica ha un temperamento socievole. Tende a formare gruppi gerarchici, con un “leader” che guida il gregge verso nuovi pascoli. Inoltre, all’interno della stessa mandria, le pecore che condividono la parentela hanno una rapporto piu stretto tra loro. Invece, per quanto riguarda le mandrie miste, generalmente si raggruppano per razza.

Questa gerarchia all’interno del gruppo viene sfruttata nelle fattorie, dove la figura del leader di solito viene esercitata dal cane pastore, che svolge una doppia missione dirigendo il gregge e proteggendolo da possibili predatori.

Nonostante l’idea condivisa che la pecora domestica sia un animale semplice e poco intelligente, la sua capacità di apprendimento e memoria è praticamente paragonabile a quella di maiali e mucche. Pensate che, tra le altre cose, la pecora domestica è in grado ricordare i nomi e riconoscere le persone.

Il verso che emettono le pecore si chiama belato. Questo è comune nella cosiddetta comunicazione di contatto, in particolare tra madre e figli. Tuttavia, il belato viene usato dalle pecore che hanno smarrito il gruppo per esprimere angoscia.

Inoltre, le pecore possono emettere altri versi caratteristici in situazioni specifiche, come il ringhio delle femmine durante il parto, il russare dei maschi durante il corteggiamento e lo sbuffo nei momenti di tensione o come avvertimento.

Dieta della pecora
 


Come si alleva la pecora domestica?

La pecora domestica è un mammifero erbivoro e ruminante. Cioè, possiede un sistema digestivo multicamerale in cui, grazie alla simbiosi e ad una serie di batteri anaerobici, può digerire la cellulosa contenuta negli steli e nelle foglie.

Generalmente mangia per tutto il giorno, con alcune interruzioni in cui rigurgita il cosiddetto bolo, la massa vegetale dei ruminanti che, una volta masticata, passa nel rumine o nella pancia attraverso il reticolo: può essere rigurgitata per masticare ancora o per ottenere altra saliva.

Questi erbivori preferiscono le erbe e i legumi e tendono a sradicare le piante dai prati. Pertanto, per evitare il pascolo eccessivo, gli allevatori di solito organizzao l’allevamento mediante il pascolo rotazionale, alternando aree diverse, in modo che la vegetazione possa ricrescere.

Durante i mesi invernali la dieta della pecora domestica fondamentalmente è composta da legumi, fieno ed erba secca e tagliata. Questo è il tipo di alimentazione comune per pecore, capre, mucche e cavalli. La quantità giornaliera varia a seconda della razza, dell’età, del tipo di allevamento (se finalizzato ad ottenere carne, latticini o lana) e della struttura fisica dell’animale.