Le lacrime di Raju, l'elefante liberato da una ONG

15 luglio, 2016
 

La storia di oggi è triste, ma speriamo che serva da esempio e faccia sì che altri casi di animali maltrattati possano avere lo stesso lieto fine. Oggi vi parliamo di Raju, un elefante che ha avuto una vita molto difficile.

La storia di Raju, l’elefante

Raju è nato e cresciuto in India, ma subito dopo la nascita fu separato dalla madre da un gruppo di cacciatori di frodo. Gli elefanti hanno un alto valore economico in Asia; vengono sfruttati come attrazione, per venderne alcune parti del corpo o come animali da lavoro.

Così, dopo essere stato separato dalla madre, l’elefantino venne venduto al miglior offerente; nel corso della vita è passato di mano in mano, fino ad avere ben 26 proprietari. Questo povero elefante non è nato sotto una buona stella; sembra impossibile da credere, ma tra 26 proprietari nemmeno uno è stato capace di trattarlo in modo umano.

La vita di Raju

Hanno usato l’elefante in mille modi: come attrazione, come mezzo di trasporto, come amuleto, come modello per fotografie e diversi altri compiti.

Per un periodo lunghissimo, 50 anni, nessuno dei suoi proprietari si è sentito in dovere di offrire all’elefante adeguate cure sanitarie, igieniche o cibo appropriato.

Di fatto, l’ultimo padrone considerava l’elefante solo una macchina per fare soldi, ma non reputava necessario spenderne per mantenerlo dignitosamente in vita. Il povero Raju sopravviveva grazie al cibo che i turisti gli offrivano. Una storia da far stringere il cuore!

 

Non contento, questa “persona” lo teneva legato con catene che gli causavano profonde ferite alle caviglie e non gli ha mai fornito un riparo per la notte. La coda dell’elefante non aveva più peli perché erano stati tagliati per venderli come amuleti.

Infine, la notizia arriva alle orecchie giuste

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La situazione di Raju è arrivata alle orecchie della ONG Wildlife SOS che ha velocemente raggiunto la località per capire cosa stesse succedendo.

Per fortuna, il padrone di Raju era trascurato nelle faccende burocratiche quanto lo era nelle cure verso l’animale. Non aveva il minimo documento che attestasse il diritto di proprietà sull’elefante. Questo, sommato al precario stato di salute dell’animale, ha reso possibile la confisca del pachiderma, grazie a una sentenza del tribunale.

E alla fine, le lacrime di felicità

Non è stata un’impresa facile, perché il proprietario dell’animale ha opposto resistenza. Ha cercato perfino di incitare l’elefante alla violenza, gridando. Chissà cosa sarà passato nella testa di Raju che, invece, se ne stava sorprendentemente tranquillo? Forse intuiva che, finalmente, lo aspettava una vita migliore.

 

Nonostante gli sforzi del padrone che si opponeva alla confisca, un’equipe di veterinari e agenti di polizia ha portato via Raju, di notte, per evitare di esporlo troppo a lungo ai raggi del sole.

Secondo le parole del portavoce di Wildlife SOS, mentre lo liberavano, l’elefante piangeva di gioia. Cinquanta anni in catene gli avevano fatto dimenticare cosa si prova a camminare libero.

Le lacrime non smettevano di scendergli dagli occhi, irrefrenabili. Povera creatura, finalmente cominciava per lui una nuova vita.

La scena ha commosso tutti i presenti ed è stato girato un video sulla sua liberazione, che potete vedere alla fine di questo articolo.

È stato portato insieme ad altri elefanti che lo hanno ben accolto. A Raju sarà sembrato un sogno... Continua a sognare, amico, nessuno ti sveglierà.

Con le cure veterinarie e buon cibo, Raju l’elefante è ritornato in gran forma, anche grazie ai fondi che Wildlife SOS ha potuto raccogliere con il contributo di generosi donatori.

Ricordiamo però:

Probabilmente questa storia vi avrà fatto provare una pena infinita per l’animale e rabbia verso i proprietari. Ma tra le righe c’è un ulteriore messaggio.

Se hanno usato Raju come attrazione, è perché qualcuno ha pagato per vederlo. 

Se hanno usato Raju come mezzo di trasporto, è perché qualcuno ha pagato per il servizio.

Se hanno venduto i peli della coda di Raju, è perché qualcuno ha pagato per avere un amuleto.

A buon intenditor poche parole. Non pagate mai per veder maltrattare un animale.