Le ammoniti e il loro affascinante mondo

13 agosto, 2020
Le ammoniti sono i fossili di cefalopodi più abbondanti del pianeta. Con oltre 1500 generi classificati, suscitano l'interesse generale non solo per la loro bellezza, ma anche per il loro uso come fossili guida.

Le ammoniti sono un tipo di mollusco marino preistorico. Si tratta di animali straordinari, che sono riusciti ad abitare sul nostro pianeta per più di 300 milioni di anni.

Negli ultimi 500 milioni di anni, la terra è passata attraverso cinque episodi di estinzione di massa e per questo motivo più del 90% degli organismi che una volta camminavano, nuotavano, volavano o strisciavano, sono scomparsi dal nostro pianeta.

Le ammoniti sono sopravvissute a diverse epoche geologiche

Nel corso della storia del pianeta, gli ammonoidi, sono riusciti a sopravvivere a diversi eventi catastrofici di estinzione, anche se spesso sono rimaste solo poche specie rappresentative. Ogni volta tuttavia, questo esiguo numero di specie sono riuscite a diversificarsi in una moltitudine di forme.

Durante l’ultima parte dell’era mesozoica, le ammoniti divennero meno abbondanti e nell’era cenozoica nessuna di loro sopravvisse. Così, gli ultimi esemplari di ammoniti, scomparvero insieme ai dinosauri 65 milioni di anni fa, nell’evento dell’estinzione alla fine del cretaceo.

Fossili di ammonite, utili per segnare il calendario geologico

Sicuramente, quasi tutti noi abbiamo visto un fossile di ammonite, dato che sono molto abbondanti in tutto il pianeta. Tali fossili si sono formati man mano che i resti dell’animale venivano sepolti tra i sedimenti. In seguito si solidificavano dando origine a una roccia con la loro forma.

In questo modo, rimanendo intrappolate in diversi strati terrestri, nel corso della storia del pianeta, le ammoniti sono diventate utili indicatori per segnare le ere della storia geologica. Questo uso è reso possibile da due caratteristiche dell’animale:

  • Rapida evoluzione: per via di questa caratteristica, le specie di ammoniti hanno avuto una durata di vita relativamente breve. Così, sulla stessa scala geologica, sono caratteristiche le specie che si sono fossilizzate nelle rocce sedimentarie marine.
  • Distribuzione geografica globale: le ammoniti sono relativamente comuni e ragionevolmente facili da identificare.

Grazie a queste caratteristiche, le ammoniti possono essere utilizzate per distinguere intervalli di tempo geologici inferiori ai 200.000 anni. In termini di storia della terra, questo è un intervallo molto preciso.

Fossile di ammonite.
I fossili di ammonite sono facilmente riconoscibili per il loro guscio a spirale.

La classificazione delle ammoniti

Gli animali estinti, come anche gli animali vivi, sono classificati in taxa, generi e specie. Così, le ammoniti sono classificate come cefalopodi della sottoclasse ammonoidea. Finora sono stati riconosciuti nove ordini di ammonoidi: cinque dell’era paleozoica e quattro dell’era mesozoica. Stiamo parlando di 10.000 specie in totale.

Attualmente, i parenti viventi più stretti delle ammoniti, sono della classe dei cefalopodi: polpi, calamari, seppie e nautili.

Cosa si sa del guscio delle ammoniti?

Secondo le testimonianze fossili, le ammoniti mostrano una conchiglia a forma di spirale, le cui funzioni più importanti erano la protezione dai predatori e il galleggiamento. Man mano che l’animale cresceva, costruiva nuove camere nella conchiglia, e ogni spirale era separata internamente da una paratia.

Questa architettura ha conferito resistenza al guscio e ha impedito che l’animale venisse schiacciato dalla pressione esterna dell’acqua. Anche se, secondo le stime si ritiene che le ammoniti non possano resistere a profondità superiori ai 100 metri.

È interessante sapere che l’animale viveva solo nella camera più esterna della conchiglia. Le spirali più interne erano riempite con aria o fluido che l’ammonite regolava per controllare la sua galleggiabilità e il suo movimento, qualcosa di simile a quanto accade in un sottomarino.

Per di più, questi gusci esterni erano dalle forme più svariate. Alcuni erano lisci e morbidi, altri avevano creste a spirale, costole o addirittura spine. Sebbene la spirale sia la forma tipica, alcuni generi di ammoniti avevano conchiglie che si arrotolavano in forme più strane. Queste sono conosciute come eteromorfe.

Qual era l’aspetto e le abitudini di vita di queste creature?

Le ammoniti, come la maggior parte degli altri cefalopodi, erano predatori. Così, queste creature simili al nautilo di oggi, avevano strutture corneali a forma di becco all’interno di un anello di tentacoli. Il loro corpo morbido si estendeva dai loro gusci per catturare le prede come piccoli pesci e crostacei.

Si presume, inoltre, che le ammoniti si muovessero attraverso mari caldi e poco profondi, utilizzando sia la galleggiabilità delle sezioni interne della loro conchiglia, che la propulsione a getto.

Un altro dato curioso è che si ritiene che queste creature fossero unisessuali, presentando separatamente sia il sesso maschile che quello femminile con una fecondazione interna. Sono state identificate caratteristiche sessuali secondarie che influenzano la struttura e la forma della conchiglia.

Disegno di un'ammonite.

È esistita un’ammonite gigante?

Nel corso della storia, le specie di ammoniti hanno subito numerosi cambiamenti. Nel continente americano, la più grande ammonite documentata è stata la specie Parapuzosia bradyi, del periodo cretaceo, con esemplari di 137 cm di diametro.

Tuttavia, il record di dimensioni è detenuto dalla specie Parapuzosia seppenradensis, anch’essa del cretaceo, con un diametro di 1,95 m. Si stima che questo esemplare, trovato in Germania nel 1895, avrebbe avuto un diametro di circa 2,55 m durante la sua vita.

Dal lato opposto, tra le ammoniti più piccole, ci sono i nannocardioceras che vivevano nel tardo giurassico. In questa specie, gli individui adulti raramente superavano i 2 cm di diametro.

Nota finale

Le bellissime conchiglie fossili di ammonite sono state raccolte dall’uomo per millenni. Il loro aspetto le ha rese oggetto di miti: nel medioevo si credeva che fossero serpenti trasformati in pietra. Avevano anche un valore commerciale, difatti venivano vendute alle persone in pellegrinaggio.

Tuttavia, l’uso che ne è stato fatto fino ad oggi, per datare con estrema precisione i sedimenti marini, le rende essenziali per le conoscenze geologiche del nostro pianeta.