Le cure parentali tra gli animali: amore o interesse?

08 giugno, 2020
Gli uccelli si prendono cura dei propri pulcini in modo straordinario. E non solo loro. Questa caratteristica del mondo animale presenta tante sfumature che non avreste mai immaginato.

I nidi sugli alberi e gli uccelli che vanno a caccia di cibo per i loro pulcini sono un’immagine tipica della primavera. Può sembrare un comportamento adorabile, ma dietro di esso si nasconde un complesso meccanismo evolutivo. Le cure parentali tra gli animali costituiscono un dispendio energetico molto grande e possono persino ridurre drasticamente le loro probabilità di sopravvivenza.

In natura, tutti i meccanismi si basano su un trade off o intercambio. Si tratta di un equilibrio invisibile che determina il comportamento animale, dal momento che tutto è governato dalla necessità di raggiungere il prossimo stadio riproduttivo per far nascere gli altri esemplari.

Cosa vale la pena fare, per i genitori? Sacrificare la propria salute per prendersi cura della prole, o lasciarla a se stessa e massimizzare così le proprie possibilità di sopravvivenza fino all’anno successivo?

Siamo di fronte ad un meccanismo affascinante sotto molti punti di vista. In questo articolo, vi invitiamo a saperne di più sulle cure parentali tra gli animali.

Cicogne che si prendono cura dei piccoli

Cure parentali tra gli animali: come funzionano?

Le cure dei genitori nel mondo animale consistono nell’insieme dei comportamenti da parte dei genitori che aumentano le probabilità di sopravvivenza della prole. Ecco qualche esempio:

  • Preparazione di nidi e rifugi.
  • Protezione e cura della prole all’interno o all’esterno del corpo dei genitori.
  • Procurare il cibo per la prole dopo la nascita.
  • Nutrire i pulcini fino a quando non sono in grado di procurarsi il cibo da soli.

Semplice, vero? Tuttavia, vale la pena analizzare anche l’altro lato della medaglia:

  • Il dispendio energetico genitoriale consiste negli sforzi fisici da parte dei genitori (inclusi tempo ed energia) per la cura di uno o più figli. È quantificabile, poiché si basa su una parte delle risorse.
  • Questo investimento di energia dei genitori è mirato ad aumentare la sopravvivenza dei figli, anche a costo di limitare le proprie probabilità di sopravvivenza. Ad esempio: se un padre si espone ai predatori per procurare il cibo per i figli, le sue possibilità di sopravvivere diminuiscono. D’altra parte, aumentano quelli dei figli, perché da soli non potrebbero mangiare o procurarsi il cibo sarebbe molto più difficile per loro.

Ne vale la pena?

Gli studi sul comportamento degli animali hanno dimostrato che queste cure possono essere devastanti per i genitori. Ad esempio, alcune ricerche hanno scoperto che per una specie di rondine (Delichon urbicum) le probabilità di sopravvivenza delle femmine diminuiscono drasticamente portando avanti due gravidanze all’anno.

orso polare che accudisce un piccolo

Deporre le uova è solo una parte del lavoro da fare: bisogna anche sostenere la gravidanza e alimentare i pulcini fino al raggiungimento dell’indipendenza. Tutto questo dispendio energetico provoca debolezza nella madre e i suoi riflessi diminuiscono quando cerca di sfuggire ad un predatore opportunista.

Un altro studio ha dimostrato che in una specie di merluzzo (Poecile montanus), la sopravvivenza dei genitori per i 3 mesi successivi alla stagione riproduttiva è strettamente associata al numero di figli di cui prendersi cura. Più figli significa più bocche da sfamare e meno tempo da dedicare a se stessi.

Un equilibrio fatto di numeri

Sembrerebbe che la riproduzione nel mondo animale sia davvero rischiosa. Fortunatamente, la matematica regola anche i comportamenti più primitivi.

L’investimento nelle cure da parte dei genitori verso la progenie aumenta le possibilità di sopravvivenza dei figli con il minimo costo parentale. In altre parole, il rapporto costo-beneficio genera comunque un numero positivo. I due calcoli principali che i genitori devono affrontare sono:

  1. Quanto investire su ciascun figlio: più figli e meno cure o meno figli e più cure.
  2. Quanto investire nella riproduzione attuale vs. riproduzione futura.

Tutto ciò può sembrare complicato, ma la realtà è che ci sono funzioni matematiche che spiegano questo scambio tra genitori e figli. Dopotutto, lo sforzo è quantificabile: ad esempio calcolando i costi energetici affrontati dai genitori con la percentuale di prole che sopravvive.

Il numero perfetto di discendenti è quello che meno mette a rischio i genitori per sopravvivere fino alla prossima stagione riproduttiva.

Nido di uccelli: cure dei genitori tra animali

Cure parentali tra gli animali: altruismo o beneficio personale?

Parlare di genitori che danno la vita incondizionatamente per i loro figli significa distorcere la realtà nel mondo animale. Dopotutto, anche se è triste vederla in modo così freddo, i genitori cercano il loro beneficio.

Nel mondo animale, il motore della vita è trasmettere le informazioni genetiche. Cioè, avere figli. Non è un atteggiamento disinteressato in quanto tale, ma ci sono pochissime specie in cui gli adulti si prendono cura dei figli degli altri.

Andiamo oltre: in molte specie in cui i genitori non possono garantire la sopravvivenza dei loro figli (ad esempio la fecondazione esterna tramite le uova di diversi maschi nei pesci) i maschi non si prendono cura della prole.

Come abbiamo visto, la pratica delle cure dei genitori è un universo complesso, basato su un gioco numerico. Si tratta di trasmettere con successo la maggior quantità possibile di materiale genetico per far sopravvivere la specie.

  • https://esajournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1890/0012-9658(2001)082[2948:EOLHAE]2.0.CO;2
  • https://www.jstor.org/stable/4185?seq=1