Le malattie più frequenti nei cavalli da corsa

14 settembre, 2020
I cavalli da corsa vengono sottoposti a sforzi particolarmente intensi, che il loro apparato locomotore non è necessariamente preparato a sostenere. Spesso il prezzo che devono pagare è costituito dalla loro salute, oltre che dalla loro carriera sportiva.

Esistono numerosi fattori che rendono i cavalli da corsa più propensi a essere colpiti da malattie dell’apparato locomotore. Normalmente si tratta di razze specializzate, dalla crescita rapida e dotate di una tendenza genetica a soffrire di queste malattie. Anche lo sforzo prolungato, poi, può contribuire a promuoverne l’insorgenza.

Per quanto aggraziati e resistenti possano sembrare, i cavalli possono ammalarsi molto in fretta, se non si seguono alcuni consigli. Per questa ragione, nelle righe che seguono vi presentiamo la patologie più comuni nei cavalli da corsa e come è possibile prevenirle.

Malattie dei cavalli da corsa: lesioni allo zoccolo

Lo zoccolo è forse la parte più importante dell’anatomia di qualunque animale corridore. Gli zoccoli dei cavalli da corsa sono vulnerabili alle malattie a causa di:

  • Erosione da parte delle piste di sabbia.
  • Cambi di ferratura.
  • Bagni costanti.
  • Lunghi soggiorni in piccoli box.

Qualunque malattia che colpisca gli zoccoli è destinata a interrompere gli allenamenti, che si tratti di ferite, ascessi, contusioni, ecc. L’approccio alla patologia può presentare delle complicazioni, dal momento che il controllo antidoping rende impossibile la somministrazione di farmaci per via sistemica, compresi gli antinfiammatori.

Lesioni ossee e articolari: malattie dei cavalli da corsa

Nelle righe che seguono parleremo delle lesioni ossee e articolari che colpiscono più frequentemente questi animali.

Fratture della prima falange

Le fratture longitudinali sono le più comuni. Generalmente compaiono all’improvviso, dopo la conclusione di un allenamento eccessivamente intenso, oppure dopo una corsa. Accade spesso che a partire da questo punto siano destinate a peggiorare, cosa che può arrivare perfino a compromettere le articolazioni della falange.

Più complesse sono le fratture comminute (in due o più frammenti). È possibile trattarle mediante intervento chirurgico o immobilizzazione, ma la vita sportiva dell’animale dovrà essere considerata conclusa.

Lo zoccolo è forse la parte più importante dei cavalli da corsa.

Sesamoidite

Come indica il nome, si tratta dell’infiammazione delle ossa sesamoidi, ossa ausiliarie che aiutano a sostenere il nodello. È piuttosto frequente nei cavalli da corsa, anche in questo caso per uno sforzo eccessivo a cui sono sottoposte le estremità.

Si tratta di un problema che, nonostante il riposo, tende a comparire di nuovo una volta che gli allenamenti vengono ripresi. Per questa ragione, è necessario ricercare la causa sottostante, come, per esempio, un difetto nel portamento.

Una delle complicazioni provocate dalla sesamoidite è la frattura di queste ossa a causa dell’eccessiva trazione. Se entrambe le ossa ne sono colpite, si verificherà una perdita completa di sostegno per il nodello.

Un rapido intervento chirurgico è in grado di fornire un pronostico piuttosto favorevole. Tuttavia, se si è rotto anche il legamento sospensore, non sarà più possibile riprendere l’attività sportiva.

Patologia metacarpale dorsale

Sotto questo nome viene inglobata una varietà di lesioni che interessano le ossa metacarpali, che sono tipiche del cavallo da corsa giovane. Queste lesioni derivano da un esercizio continuato, che infiamma incessantemente l’osso e il periostio.

Il risultato sarà costituito dalle microfratture dell’osso, dalle emorragie e, infine, dalla formazione del callo osseo. Riuscire a recuperare un’estremità in queste condizioni risulta decisamente difficile.

La prevenzione è il miglior rimedio per questa malattia. Per esempio, evitando di sottoporre gli animali troppo giovani, dallo scheletro ancora immaturo, ad allenamenti eccessivamente duri.

Tendinite nel cavallo da corsa

Si tratta dell’infiammazione dei tendini, in questo caso del flessore digitale e profondo. In genere, la causa è dovuta a uno sforzo eccessivo o al loro stiramento per tensione meccanica.

Il primo sintomo è l’infiammazione nella zona, conosciuta come “tendini inarcati”. Dal momento che non sempre provoca zoppia, a volte la sua presenza non viene notata dalla persona che si prende cura dell’animale.

Questo fatto comporta un problema, perché il cavallo continuerà ad allenarsi e la lesione peggiorerà, con la possibilità che generi una fibrosi. Un tendine fibrotico non possiederà la stessa elasticità di uno sano e limiterà le capacità atletiche del cavallo.

Per questo motivo, il trattamento deve comprendere esercizi dolci, per esempio in piscine adattate per la fisioterapia per grandi animali.

Le piscine adattate per la fisioterapia dei grandi animali è un'ottima risorsa per il trattamento della tendinite nei cavalli da corsa.

Osteocondrite dissecante

È una malattia che colpisce lo sviluppo della cartilagine articolare, relativamente frequente nei cavalli. Questa cartilagine presenta una crescita più debole del normale e, con l’esercizio intenso, si frantuma. I frammenti che ne risultano possono rimanere parzialmente legati all’osso oppure essere sciolti, fluttuando intorno all’articolazione.

Artrosi o malattia articolare degenerativa

Si presenta molto spesso nei cavalli da corsa. Colpisce con frequenza superiore le articolazioni dotate di mobilità maggiore, come il carpo e il nodello.

Lo sforzo eccessivo compiuto dalle articolazioni favorisce la degenerazione della cartilagine articolare e della membrana sinoviale. Questo fenomeno scatena un circolo vizioso di traumatismi e infiammazione, che portano al danno articolare permanente.

Al giorno d’oggi, come trattamento è allo studio l’impiego di precursori dell’acido ialuronico, perché ne stimolano la produzione naturale nell’articolazione.

La malattia muscolare più comune nei cavalli da corsa: la rabdomiolisi

L’origine della rabdomiolisi è ignota. Ciononostante, esiste un fattore comune a numerosi casi: diversi giorni di riposo, nei quali viene seguita una dieta ricca di grano, segue un allenamento vigoroso. I sintomi prodotti da questa malattia comprendono:

  • Dolore e reticenza al movimento.
  • Sudorazione eccessiva.
  • Aumento della frequenza cardiaca.
  • Indurimento della massa muscolare.
  • Urina di colore scuro (mioglobinuria).

È disponibile una grande varietà di trattamenti, la maggior parte dei quali sono volti a correggere le cattive condizioni dei muscoli. È il caso delle vitamine B1 ed E, del selenio, degli antinfiammatori o dei rilassanti muscolari.

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