Malattie autoimmuni nei cani: diagnosi e trattamenti

21 ottobre, 2020
Quando si ha a che fare con una delle tante malattie autoimmuni che colpiscono i cani, potremmo preoccuparci e non sapere cosa sta succedendo al nostro cane, soprattutto perché sono difficili da diagnosticare e da trattare.

Oggi vi parleremo delle malattie autoimmuni nei cani. Le malattie autoimmuni, infatti, possono colpire sia le persone che gli animali domestici. Sebbene abbiamo una vaga idea di cosa sia il sistema immunitario, non tutti sappiamo come funziona.

Potremmo, pertanto, non essere in grado di conoscere l’ubicazione degli organi e le loro funzioni. Ad esempio, le cellule del sistema immunitario sono sparse nei linfonodi in tutto il corpo.

Si trovano anche nella milza, nei polmoni, nell’intestino e in tutti gli altri organi del corpo. Queste cellule circolano nel flusso sanguigno raggiungendo tutte le parti del nostro organismo.

Disfunzioni del sistema immunitario

Nelle malattie autoimmuni, il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti del corpo. Le cellule immunitarie non sono in grado di distinguere le normali cellule sane presenti nel corpo da quelle estranee, quindi, cercano di distruggerle.

Ancora non si conosce bene la causa di questo “errore”. La malattia, pertanto, può colpire uno o più sistemi corporei: la pelle, i tessuti connettivi, i nervi, i muscoli, ecc. Oppure, il sistema endocrino, le articolazioni, i globuli rossi o il sistema digestivo.

Sistema linfatico del cane.

Malattie autoimmuni nei cani: quali fattori sono associati alla sofferenza dei nostri amici animali?

Ad oggi, la scienza non è in grado di spiegare totalmente le cause di queste malattie. In molti casi, tuttavia, si sospetta che la causa sia da ricondurre alla genetica del cane. In questo senso, si pensa che esista una maggiore incidenza di questo tipo di malattie in alcune razze di cani.

Ad esempio, la tiroidite linfocitaria si verifica più frequentemente negli Alani, nei Golden retriever, nei Cocker spaniel, nei Bobtail e nei Beagle (solo per citarne alcuni). Bisogna sottolineare che alcune di queste razze sono suscettibili a più di un disturbo immunitario. Ad esempio, i Bobtail tendono a sviluppare anche l’anemia emolitica autoimmune.

Inoltre, altri fattori scatenanti possono essere: l’esposizione a determinati farmaci (antibiotici), le infezioni croniche (o trasmesse da zecche), i tumori, le infezioni della valvola cardiaca, le infezioni vertebrali (al midollo spinale), ecc.

Data l’associazione tra antibiotici e queste malattie, molti studi individuano come probabile causa uno squilibrio del microbioma intestinale. Infine, sebbene non sia stato stabilito un legame chiaro, anche i vaccini sono possono causare questo tipo di malattie.

Tipi di malattie autoimmuni nei cani

Esiste un ampio spettro di malattie del sistema immunitario dei cani. Tuttavia, le più comuni individuate dai veterinari sono:

  • Artrite. Colpisce le articolazioni causando dolore e riducendo la mobilità.
  • Trombocitopenia immuno-mediata. Causata dalla distruzione delle piastrine.
  • Cheratocongiuntivite secca. Il tipico “occhio secco”.
  • Malattia infiammatoria cerebrale. Colpisce in particolare le razze di cani toy.
  • Pemfigo foliaceo. La più comune di diverse malattie associate a malattie immunitare della pelle.
  • Malattia infiammatoria intestinale. Produce infiammazione cronica della mucosa intestinale.

In tutti i casi, individuare e riconoscere precocemente le malattie è estremamente importante. Se non trattate, le complicanze delle malattie autoimmuni nei cani sono gravi e possono coinvolgere più sistemi corporei.

Più tardi si individuano le malattie autoimmuni, maggiori saranno le difficoltà per diagnosticarle e trattarle.

Quali sintomi ci avvisano della presenza di una malattia del sistema immunitario?

È importante controllare costantemente il cane. Bisogna verificare se ci sono dei piccoli sanguinamenti (chiamati petecchie) sulla pelle o sulle gengive. Inoltre, bisogna vedere se il cane presenta delle ulcerazioni sulle gambe, la pelle, gli occhi e la bocca. Infine, controllare se nel corpo dell’animale ci sono delle zone in cui sono presenti alopecia o croste.

Alcuni dei grandi alleati nella diagnosi precoce delle malattie autoimmuni nei cani sono i toelettatori. Spesso questi professionisti, durante la rasatura, rilevano prima dei padroni la pelle contusa, le gengive sanguinanti o la presenza di sangue nelle feci.

Ogni giorno è importante controllare se ci sono tracce di sangue nelle urine, nelle feci o nel naso ed anche se gli occhi sono rossi o irritati o se c’è una secrezione oculare densa simile a muco.

Inoltre, bisogna notare se ci sono dei cambiamenti nelle abitudini del cane come la perdita di appetito, la presenza di letargia, eccessiva stanchezza e febbre. Possono verificarsi anche sintomi significativi come convulsioni, cecità, perdita di equilibrio o coordinazione e tremori.

Come si stabilisce la diagnosi e come si gestiscono le malattie autoimmuni nei cani?

Innanzitutto, bisogna avere delle informazioni dettagliate sulle condizioni cliniche del cane: analizzare sangue ed urina, prelevare campioni di tessuto, fare delle radiografie, delle ecografie e, se necessario, una risonanza magnetica. Tutte queste analisi ci permettono di individuare un percorso diagnostico preferenziale.

Nel frattempo, il veterinario probabilmente prescriverà dei farmaci per aiutare il cane a contrastare qualsiasi infezione, virus o allergia che potrebbe causare i sintomi riscontrati. In genere, steroidi come il prednisone sono il primo passo del trattamento.

Il caso dei vaccini

Non possiamo non prendere in considerazione le voci che circolano sulle iniezioni di richiamo della vaccinazione e l’insorgenza delle malattie autoimmuni nei cani. Sicuramente, i vaccini stimolano il sistema immunitario e possono avere un effetto negativo su un cane con malattie autoimmuni.

Gli esperti, pertanto, raccomandano di ridurre al minimo i vaccini o di interromperli. È molto comune fare un test del titolo degli anticorpi nel sangue. Questo test controlla se i livelli di anticorpi sono sufficienti per proteggere i cani dalle malattie.

I casi che non guariscono

È importante sapere che, sebbene si può guarire da alcune malattie autoimmuni senza avere delle ricadute, altre possono durare tutta la vita. Per le malattie che non rispondono al trattamento, si può utilizzare un metodo chiamato scambio plasmatico (Pex). Questo trattamento estrae il sangue del paziente e lo filtra per eliminare gli anticorpi che causano così tanti problemi.

Inoltre, dato il ruolo importante del microbioma intestinale, si possono somministrare dei batteri benefici assenti nel microbioma del cane malato. Queste capsule contengono materiale fecale (si, escrementi) accuratamente selezionato da cani donatori sani. Questa procedura è chiamata trapianto fecale di microbiota (FMT).

Cane visitato da un veterinario.

Se a un animale domestico viene diagnosticata una malattia autoimmune, bisogna stare molto attenti alle ricadute. È importante sottoporre gli animali ad esami regolari e approfonditi e segnalare immediatamente al veterinario eventuali cambiamenti delle condizioni fisiche o delle attività dell’animale.

Per quanto riguarda i padroni, è importante che sappiano quali sono le condizioni normali del cane. Trovate dieci minuti al giorno per esaminarlo a fondo, comprese le gengive. Se trovate qualcosa che non va, agite in fretta.