Parassita e ospite: una corsa agli armamenti

11 maggio, 2020
Il parassita vive a spese di un altro essere, ma tale relazione presuppone anche un potente meccanismo evolutivo nella storia delle specie. 
 

Le malattie e le conseguenti epidemie sono all’ordine del giorno. Dalle mascherine alla chiusura delle istituzioni, oggi più che mai è evidente che esistono organismi il cui unico fine è approfittarsi di noi. Perché cos’è il Coronavirus se non un parassita che trae beneficio dalle nostre cellule? Oggi parliamo della particolare relazione che esiste tra parassita e ospite. 

I parassiti vantano una relazione ancestrale con il resto degli esseri viventi, ma viste le circostanze attuali oggi vi si presta particolare attenzione. Sono definiti come esseri che traggono beneficio da un organismo che appartiene a un’altra specie (detto ospite) in cui vivono.

Il parassitismo si basa su una relazione di perdita per l’ospite: la zecca succhia il sangue del cane ottenendo così nutrimento, mentre il cane perde la sua salute. Ma esiste un’intricata battaglia tra i due rivali, ricca di sfumature.

A seguire spieghiamo più in dettaglio perché senza i parassiti la vita come la conosciamo  non sarebbe possibile. Continuate a leggere per saperne di più!

Tipi di parassiti

Esistono due tipi principali di parassiti:

  • Microparassiti: sono esseri di piccole dimensioni che vivono dentro le cellule. Si moltiplicano dentro l’organismo dell’ospite. Ne sono un esempio i virus.
  • Macroparassiti: vivono sul corpo o nelle cavità del corpo dell’ospite. Crescono sull’ospite, ma si riproducono al di fuori dello stesso. Le zecche sono i primi macroparassiti a cui pensiamo subito.
 

Il concetto generale di parassita è quello di un essere che succhia sangue, ma nel mondo naturale regna l’astuzia. Esistono, di fatto, molti parassiti che mettono in atto tecniche ben più subdole, come approfittarsi delle cure genitoriali di alcune specie (parassitismo da cova) o dei servizi di altri animali (parassitismo sociale).

Togliere la zecca al cane

Una guerra all’interno del corpo

Quando un parassita si relaziona a un ospite, si verifica un fenomeno conosciuto come coevoluzione. Questa complicata dinamica potrebbe essere riassunta con l’idea che entrambi cambiano nel tempo in modo reciproco. La questione è semplice: ai parassiti non interessa uccidere gli ospiti. 

Questa frase, di impatto ma veritiera, permette un delicato e complesso ballo tra le due parti coinvolte nella relazione. Il parassita ha tutto l’interesse nel mantenere vivo il suo ospite per il massimo tempo possibile così da continuare a trarre vantaggio da esso. A che pro un virus dovrebbe uccidere l’organismo che lo ospita appena inizia a moltiplicarsi al suo interno?

Se ci pensiamo attentamente, il parassita è interessato a un equilibrio. Molti studi suggeriscono che i parassiti che si sono adattati meglio sono quelli che provocano minori conseguenze.

 

Se l’ospite può realizzare attività senza notare il suo stato di malattia, le probabilità di contagio ad altri animali della stessa specie è di gran lunga maggiore.

Viceversa, se l’esistenza di un parassita si traduce nel decesso del suo veicolo, il patogeno non potrà continuare a trarre vantaggio da esso né gli sarà possibile moltiplicarsi in altri esseri. Una letalità elevata suppone, con il passare del tempo, la fine della stessa specie che la causa.

Parassita e ospite, virus della rabbia nei neuroni

Parassita e ospite: gli animali rispondono

Mentre il parassita si mette gli stivali, l’ospite fabbrica armi per eliminarlo. La complessa teoria gene per gene suggerisce che per ogni nuovo attributo di un agente infettivo, il malato produce una difesa in risposta.

Qui entra in gioco il complesso sistema immunitario animale, alla pari di altre barriere. Gli animali possono evolversi creando strutture che ostacolano l’ingresso dei parassiti nel loro corpo: pelle spessa, pelo, calli, secrezioni di mucose e altri.

Esistono anche le barriere comportamentali, per cui gli animali imparano a evitare luoghi con elevate cariche parassitarie e persino a riconoscere gli esemplari malati della propria specie.

 

I virus e il sesso, una relazione più forte di quello che sembra

Questa corsa tra infettare ed evitare di essere infettato può risultare sfiancante per entrambe le parti. Pur così, esiste una differenza essenziale: il parassita vive solo per infettare, ma l’ospite ha bisogno di riprodursi.

Cercare una compagna e impressionarla è stancante. Solo gli animali sani possono permettersi un tale consumo energetico, mentre quelli infettati dai parassiti conserveranno le loro riserve per combattere la malattia. Si tratta della massima espressione dell’affermazione che solo i più forti vincono in natura.

Solo gli animali che presentano un sistema immunitario forte e barriere efficaci potranno avere una discendenza. I figli erediteranno in parte questa forza, motivo per cui saranno più pronti per combattere le malattie. Nel frattempo, i parassiti evolveranno insieme a loro per saltare le barriere e continuare a infettare.

Diversi tipi di parassiti

Questione di forza tra parassita e ospite

L’esistenza dei parassiti è la massima espressione della selezione naturale. Gli animali che saranno in grado di combattere le malattie sopravvivranno e si riprodurranno, mentre quelli più deboli moriranno. Ciò obbliga gli animali a creare batterie immunitarie e fisiche di fronte alla minaccia di essere infettati.

 

Questa corsa alle armi è un ulteriore meccanismo evolutivo, ecco perché senza i parassiti non esisterebbe la vita così come la concepiamo.

  • http://www.scielo.org.co/pdf/rudca/v14n2/v14n2a13.pdf
  • http://scielo.sld.cu/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S0253-570X2014000100001