Perché i gatti odiano l'acqua? Sveliamo il mistero

10 ottobre, 2020
Le ragioni per cui i gatti odiano l'acqua sono molto interessanti e hanno a che fare con le loro origini nelle savane africane.

L’idea che i gatti odiano l’acqua è uno dei preconcetti più diffusi nella cultura popolare. Sebbene esistano dei meccanismi evolutivi che potrebbero giustificare la paura dei felini nei confronti di questo fluido, sembra che questo condizionamento sia dovuto più alla personalità dell’animale che al suo codice genetico.

Oltre alla paura dovuta alla non familiarità con questo liquido, i gatti possono odiare l’acqua a causa di esperienze negative. La sensazione di sopraffazione che genera in loro la pelliccia bagnata li terrorizza.

Inoltre, attraverso l’olfatto riescono a rilevare la presenza di sostanze chimiche presenti nell’acqua. Andiamo a scoprire i motivi di questo comportamento molto diffuso nel mondo dei felini.

La storia evolutiva dei gatti

Secondo degli studi archelogici, il gatto domestico (Felis silvestris catus) è un discendente diretto del gatto africano (Felis silvestris lybica), una sottospecie di felino originaria del Nord Africa e del Medio Oriente.

Si ritiene che gli agricoltori delle terre del Vicino Oriente siano entrati in contatto con questi gatti selvatici circa 10.000 anni fa.

Una ragione per l’addomesticamento di questo animale potrebbe essere stata la presenza infestante dei roditori che vivevano in quei luoghi. Per questo motivo, gli agricoltori hanno permesso e incoraggiato la presenza dei gatti nelle strade dei loro paesi e nei loro campi.

È l’esempio perfetto di una relazione simbiotica tra uomini ed animali. I gatti ottenevano del cibo e gli umani potevano liberarsi dai roditori, con tutti i benefici che ciò comportava. Dopo migliaia di anni, lo stretto contatto tra uomini e gatti ci ha portato al tipo di rapporto che oggi abbiamo con questo animale.

Perché le condizioni ambientali sono importanti per comprendere il motivo per cui i gatti odiano l’acqua? Come abbiamo detto in precedenza, i gatti domestici sono discendenti diretti di una specie tipica dell’Oriente, una regione del mondo con un paesaggio caratterizzato da zone aride, deserti e praterie.

Sono territori in cui l’acqua scarseggia, quindi, il parente più stretto del gatto domestico non aveva familiarità con questo fluido. Inoltre, poiché la sua dieta si basava principalmente su roditori e uccelli, non doveva avventurarsi sulle rive dei fiumi in cerca di prede, tranne in casi eccezionali.

La savana e la steppa sono gli habitat naturali del gatto africano. Questi ambienti sono caratterizzati dalla mancanza di acqua. Pertanto, questo animale non ha mai imparato a nuotare.

Esemplare di Felis silvestris lybica nel deserto.
Un esemplare di Felis silvestris lybica.

Perché i gatti odiano l’acqua?

Nel corso degli anni i gatti domestici non si sono evoluti per entrare in contatto con l’acqua. Pertanto, l’esposizione all’acqua provoca in loro diversi disagi. Alcune delle sensazioni che un gatto prova quando è bagnato sono:

  • Il felino si sente come se stesse indossando un asciugamano bagnato. Questo è dovuto al fatto che il mantello del gatto non si è evoluto per essere impermeabile.
  • I gatti rilevano odori che gli esseri umani non percepiscono. Sono in grado, quindi, di individuare la presenza di elementi chimici presenti nell’acqua. Questi odori artificiali spaventano l’animale.
  • Le orecchie dei gatti sono sovradimensionate rispetto al resto del corpo. Questo fatto aumenta il rischio di procurarsi infezioni a causa della facile penetrazione dell’acqua.

Come si può comprendere, i gatti non si sono evoluti per entrare in contatto con l’acqua o per nuotare. Il loro pelo si inzuppa rapidamente aumentando il peso corporeo e intralciando la loro andatura. Inoltre, il fatto che le orecchie si riempiano facilmente di acqua provoca nell’animale una sensazione molto spiacevole.

I gatti hanno bisogno di fare il bagno?

Dopo quello che abbiamo detto, è normale farsi questa domanda. La risposta è che non è necessario fare il bagno ai gatti con una certa frequenza. Il gatto si prende cura della propria igiene leccandosi.

Nonostante questo, a partire dall’età di un anno, si può fare il bagno al gatto ogni tre-quattro mesi. Il pelo opaco e untuoso e il cattivo odore che emana sono dei segni inequivocabili che il gatto ha bisogno di essere pulito.

Gatto grigio che bagna la zampa in una fontana.

Non tutti i gatti odiano l’acqua…

Se è vero che i gatti odiano l’acqua (almeno nella maggior parte dei casi), ci sono razze come il Maine Coon che hanno un mantello molto più impermeabile e che, di tanto in tanto, non disdegnano un bagnetto quando possibile.

  • Hallan los primeros gatos domésricos, EL UNIVERSAL. Recogido a 1 de septiembre en https://www.eluniversal.com.mx/articulo/ciencia-y-salud/ciencia/2017/06/19/encuentran-el-origen-de-los-primeros-gatos-domesticos
  • Eldredge, D. M. (2008). Cat owner’s home veterinary handbook. Beth Adelman.