Perché le orche attaccano gli squali in Sudafrica?

30 maggio, 2020
Non è strano che le orche attacchino gli squali; spesso ciò avviene perché questi ultimi iniziano la contesa e le orche semplicemente si difendono. 
 

Le orche sono tra i principali predatori dell’oceano. Questi cetacei hanno numerose prese e strategie di caccia, ma di recente si è verificato un fenomeno inusuale: le orche attaccano gli squali in Sudafrica.

Le orche attaccano gli squali in Sudafrica

Il Sudafrica è noto come uno dei luoghi migliori in cui è possibile avvistare i giganti delle profondità marine: osservare fauna selvatica come le orche, gli squali bianchi o alcune balene è molto semplice nelle sue acque.

Durante diversi mesi dell’anno scorso sono apparse sulle spiagge di Gansbaai le carcasse di squali bianchi con strani segni: i morsi di un grande animale avevano sezionato i fegati degli squali.

Si è così scoperto che le orche attaccano gli squali in Sudafrica, questo perché le vittime erano squali bianchi, predatori lunghi più di cinque metri, che di solito non sono preda di nessuna specie.

Orche che cacciano

Perché le orche attaccano gli squali in Sudafrica?

Gli attacchi sembrano essere dovuti alla presenza di squalene nei fegati degli squali. Tutti gli organismi producono questo nutriente, ma gli squali e le razze lo producono in grandi volumi.

 

Anche se le orche mangiano quasi qualsiasi cosa e sono grandi cacciatrici che agiscono in gruppo, la verità è che questa scoperta ha rappresentato una vera sorpresa. Nessuno le avrebbe mai immaginate capaci di attaccare questi squali e di sezionarne un organo con una tale precisione.

Le orche sono un grande esempio della cultura negli animali, motivo per cui è relativamente comune che diverse popolazioni caccino determinate specie. In Argentina le orche cacciano molti leoni marini, mentre in Gibilterra si nutrono di tonni.

Non è la prima volta che si ha prova delle scaramucce tra orche e squali:nel 2016 un drone ha immortalato delle immagini raccapriccianti in cui un’orca trascinava il cadavere di uno squalo tra le sue fauci.

Pur così, l’ipotesi dello squalene non è del tutto chiara, poiché il fegato è un organo ad alta tossicità. Alcuni ritengono che queste lesioni corrispondano semplicemente al punto in cui le orche attaccano gli squali per sconfiggerli, quasi come un punto debole. Sono molti gli squali bianchi, infatti, che mostrano lesioni in questa zona.

Squalo che nuota in mare aperto

Altri sostengono che le orche realizzano questi attacchi come un mero gioco, anche se sembra probabile che in molti casi il tutto abbia avuto inizio da parte degli squali, che non sono abituati a essere sconfitti da altri animali.

 

In Sudafrica sia gli squali bianchi sia le orche sono protetti; probabilmente, l’aumento del numero di esemplari è sfociato in questi fenomeni, sempre più frequenti.

Alla scoperta delle orche

Le orche non sono note solo per questi attacchi. Sono animali estremamente intelligenti, la cui vita familiare è particolarmente ricca e le cui strategie di caccia sono leggendarie.

La loro intelligenza ha permesso a questi animali di imparare l’uno dall’altro a lanciarsi sulle coste dell’Argentina in cerca di prede, o persino a usare esche per attirare uccelli e altri animali terrestri per poi divorarli.

Sebbene al giorno d’oggi si ritenga che esiste una sola specie di orca, la verità è che i diversi gruppi non si riproducono tra loro e hanno culture del tutto distinte, motivo per cui si sospetta che potremmo parlare di specie diverse.

 

Pyle, P., Schramm, M. J., Keiper, C., & Anderson, S. D. (1999). Predation on a white shark (Carcharodon carcharias) by a killer whale (Orcinus orca) and a possible case of competitive displacement. Marine Mammal Science15(2), 563-568.