Prendersi cura di un uccello parrocchetto

18 novembre, 2017

E’ il terzo animale domestico più diffuso dopo i cani e i gatti. Viene considerato un’eccellente compagnia e può anche essere addestrato. Prendersene cura non è dispendioso, però è importante fornirgli le cure necessarie per farlo vivere al meglio. Oggi vi spiegheremo come fare. Che tipo di gabbia, ambiente e alimentazione sono i più adatti al parrocchetto?

Il parrocchetto come animale domestico

Il parrocchetto è un uccello che può vivere fino a 11 anni. E’ ideale come animale da compagnia perché si adatta alla vita familiare. Può anche imparare a dire alcune parole.

In Australia, da dove proviene, vive in gruppo. Per questo ha bisogno della compagnia di qualcuno, meglio se di un membro della sua stessa specie.

Le principali cure per un parrocchetto

  • Scelta della gabbia

E’ un uccello che ha bisogno di spazio, e vola principalmente in orizzontale. Per questo, la gabbia deve avere una longitudine di almeno 70 cm, e una larghezza di circa 40 cm. Ciò facilita i suoi movimenti e la possibilità di giocare, un’attività che adora.

parrocchetto e canarini

Deve avere anche una forma rettangolare. I parrocchetti sono animali che, in situazioni di pericolo, cercano riparo negli angoli. Se si compra una gabbia circolare, potrebbero perdere questi punti di riferimento.

Dovete tenere in conto che sono uccelli che defecano ogni 15-20 minuti. Per questo, è importante procurarvi una gabbia con un doppio fondo. In questo modo si manterrà pulita senza dar fastidio all’animale.

  • L’interno della gabbia

Delle mangiatoie dalle quali bere e mangiare e un osso di seppia affinché il pappagallino possa affilare il becco e le unghie. Questi sono gli elementi essenziali per prendervi cura di un parrocchetto.

Si consigliano le mangiatoie con la bocchetta superiore aperta e i recipienti di plastica che sono più facili da pulire.

Inoltre, è una buona idea mettere delle sbarre trasversali per far esercitare l’uccello. Quelle fatte di legno sono le migliori.

Dei giochi di varie dimensioni e colori stimoleranno l’animale, così come delle vaschette per fare il bagno. Adorano rinfrescarsi, ed è un modo per mantenersi puliti. E’ importante che cambiate l’acqua tutti i giorni.

  • Uno spazio ideale

Un fattore importante da considerare è il punto in cui posizionare la gabbia.

Vi raccomandiamo di scegliere un luogo in cui ci sia luce, però non direttamente esposto al sole. Evitate i punti nei quali ci siano degli sbalzi di temperatura o delle correnti d’aria. E’ il caso delle cucine o vicino a porte o finestre aperte.

E’ fondamentale non cambiare continuamente ubicazione alla gabbia.

  • Igiene

Dovete pulire la gabbia quotidianamente. Estraete il fondo con i resti di cibo e di escrementi. Una volta a settimana, pulitela con acqua e sapone neutro. Non usate dei prodotti tossici.

Cambiate le sbarre naturali dopo un certo periodo di tempo, e pulite anche le mangiatoie.

  • Alimentazione

Deve variare. Un misto di semi, frutta e verdura è l’ideale. I parrocchetti adorano la lattuga fresca, e come frutta le mele.

coppia di parrocchetti sul ramo

Consultate un veterinario se avete dei dubbi sulla loro alimentazione. Ricordatevi che alimenti come le patate, l’avocado e il prezzemolo potrebbero essere dannosi per questi uccelli.

  • Create un ambiente confortevole

Una volta deciso il luogo in cui posizionare la gabbia, preparate l’ambiente per le ore di riposo. Si deve coprire l’oggetto con un panno, ma lasciate uno spazio dal quale possa entrare l’ossigeno.

Dopodiché, dovete creare un rapporto con il pappagallino. Gli fa bene uscire dalla gabbia, ma assicuratevi prima che le finestre di casa siano tutte chiuse.

  • Controllate la sua salute

Fate attenzione ai possibili cambiamenti di comportamento o di peso.

  • Riproduzione

E’ importante che il parrocchetto viva insieme ai suoi simili. Potete mettere due maschi o una femmina e un maschio nella stessa gabbia. Evitate di far convivere due femmine.

Infine, vi consigliamo di non tagliargli né le ali né le unghie, a meno che non vi rivolgiate ad un professionista.