Prevenire la leptospirosi negli animali

10 agosto, 2020
Tra le varie malattie che gli animali possono trasmettere agli umani, la leptospirosi è una delle più diffuse. Sebbene non si tratti di un grave disturbo, è importante prevenirlo.

Portando i nostri animali dal veterinario per le vaccinazioni di routine, avremo senz’altro sentito parlare di leptospirosi. Questa malattia dal potenziale zoonotico, ovvero trasmissibile all’uomo, è contemplata in tutti i calendari vaccinali. Si tratta, di fatto, di una delle zoonosi più diffuse. Vi diamo alcuni consigli per prevenire la leptospirosi negli animali.

Leptospirosi e ambiente

Per poter prevenire qualsiasi malattia, bisogna conoscere la sua relazione con l’ambiente. Se non sappiamo in che modo si sviluppa l’agente causale nell’ambiente esterno, difficilmente possiamo lavorare in modo efficace sulla sua prevenzione.

Nelle righe a seguire, dunque, spieghiamo brevemente la relazione del batterio causale della leptospirosi e l’ambiente.

Fare attenzione alle acqua in cui si immerge il cane aiuta a prevenire la leptospirosi.

Gli ambienti più favorevoli per l’agente causale della leptospirosi sono le acque stagnanti e i pantani. Attenzione, quindi, alle acque in cui si bagna il cane.

La leptospirosi è una malattia causata dal batterio chiamato Leptospira spp. All’interno di questo genere, esistono diverse specie patogene che producono la malattia.

Può colpire cani, gatti, topi, ricci; in questi ultimi, tuttavia, in genere non rientra nella diagnosi differenziale di routine per via delle loro abitudini di vita in casa. La malattia viene trasmessa per contatto diretto con un animale infetto oppure indiretto attraverso le sue secrezioni.

  • Contatto diretto: contagio sessuale, più frequente da maschio a femmina attraverso il liquido seminale. Ma anche attraverso feti infetti e resti di placenta.
  • Contatto indiretto: quando si verifica l’esposizione al batterio negli ambienti favorevoli in cui potrebbe essere sopravvissuto. Se un animale infetto espelle il batterio, questo può restare per un tempo più o meno prolungato nell’ambiente con capacità infettiva.

Le caratteristiche ambientali favorevoli per la sopravvivenza del batterio sono le seguenti:

  • Un clima caldo, tra i 10 e i 35 ºC, poiché mal sopporta le temperature estreme.
  • L’umidità è un’altra condizione ambientale indispensabile. Richiede un ambiente umido con fonti idriche stagnanti o terreni pantanosi. Nelle acque circolanti la sopravvivenza e la riproduzione del batterio sono a rischio.
  • Un altro fattore logico è la densità della popolazione animale. Come già indicato, il batterio viene trasmesso all’uomo dagli animali. Le acque stagnati da sole non sono sufficienti per contrarre la malattia; risultano contaminate, e dunque vie di trasmissione della malattia, solo quando un animale malato vi urina, per esempio.

Consigli per prevenire la leptospirosi

Dopo aver spiegato brevemente in che modo si comporta il batterio Leptospira spp, sarà più facile capire i meccanismi coinvolti nella sua prevenzione.

Vaccino

Si tratta ovviamente, e senza alcun dubbio, della misura principale e più efficace per prevenire questa e altre zoonosi. Il vaccino per la leptospirosi canina, animale domestico più incline a soffrire della malattia, rientra nei calendari vaccinali.

Esistono alcune norme standardizzate per quanto riguarda il calendario vaccinale, ma ogni veterinario dispone di una certa libertà d’azione. Il vaccino contro la leptospirosi canina, tuttavia, deve essere quanto meno annuale, in quanto si è stabilito che il mantenimento dell’immunità post-vaccino è di circa dieci mesi.

Per gli animali a rischio, come i cani da caccia o da pastore, si consiglia la vaccinazione almeno ogni sei mesi.

Vaccinare risulta particolarmente importante nelle aree che rispondono ai criteri prima descritti, ovvero calde e umide. I nostri lettori che vivono in zone desertiche non dovranno preoccuparsi troppo.

Cane da caccia in un pantano.

Controlli nei rifugi per prevenire la leptospirosi

Bisogna adottare speciali precauzioni nelle zone con alta densità animale: rifugi, canili, enti per la protezione, pensioni o qualsiasi luogo con un alto numero di animali in poco spazio.

La pulizia di questi luoghi deve essere frequente per evitare che, in caso di animali malati, i batteri espulsi da questi possano restare nell’ambiente e infettare altri esemplari. L’uso di grate e terreni pendenti sono misure utili per prevenire la comparsa di pozzanghere e acque stagnanti.

Gli animali malati dovranno essere isolati dagli altri; inoltre, per via del loro potenziale zoonotico, gli animali infetti e le loro secrezioni (soprattutto l’urina) dovranno essere manipolati con estrema attenzione.

Attenzione ai roditori

I roditori, come topi e ratti, sembrano essere il principale vettore della leptospirosi. Si tratta di animali molto curiosi e agili, capaci di accedere quasi a qualsiasi ambiente, dove potrebbero entrare in contatto con urina contaminata.

Evitare l’accesso di questi roditori nelle zone in cui vivono i nostri animali è dunque utile a prevenire la diffusione della malattia.

La Leptospira spp è un batterio che può sopravvivere e riprodursi con facilità in molte zone geografiche. Per via del suo potenziale zoonotico, dovrebbe essere nostra cura impegnarci al massimo per prevenirlo.