Finalmente il primo paese senza cani randagi

08 dicembre, 2016
 

Nella maggior parte dei paesi del mondo, quello dei cani randagi è un vero e proprio problema. Abbandonati, lasciati soli o smarriti, la loro drammatica situazione sembra non interessare a nessuno. Per fortuna, però, esiste un paese che si è preso a cuore questa delicata questione.

Parliamo dell’Olanda che, dopo un lungo percorso di prevenzione e controllo, è diventata il primo paese al mondo senza cani randagi. Un problema di abbandono che riguarda la sicurezza delle nostre strade e la salute pubblica. Nonostante il grande sforzo di associazioni, ONG e organizzazioni animaliste, sono troppo poche le iniziative promosse negli altri paesi. Una condanna alla solitudine e alla morte per migliaia di animali senza più casa.

L’Olanda ha sconfitto il randagismo

cane-di-famiglia

Per molti anni i Paesi Bassi furono invasi da un’enorme quantità di cani randagi. Una prassi comune era quella di abbandonare l’animale dopo qualche anno, in strada. Soprattutto se non era di razza pura, se le sue dimensioni erano eccessive o semplicemente perché costava troppi sacrifici.

Durante il XIX secolo, la quantità di cani presenti in Olanda superava di gran lunga la media europea. Una conseguenza diretta di questa eccessiva presenza canina portò a una lunga e tragica epidemia di rabbia. Da quel momento, le autorità iniziarono a prendere sul serio la necessità di organizzare il paese in modo diverso.

 

Senza scordare che, proprio per paura del contagio, molte famiglie decisero di liberarsi del proprio animale domestico. Il numero dei cani abbandonati continuò ad aumentare. Ecco allora che il Governo lanciò una prima ondata di castrazione massiva, per sterilizzare il maggior numero di cani, gratuitamente. Un modo per limitare le crescite, evidentemente.

L’intervento statale in Olanda non si limitò a questo. Furono introdotte nuove leggi e regole severe per calmierare il mercato degli animali domestici. Adesso non esistono più cani randagi per strada e l’abbandono è punito severamente dalle leggi olandesi. I cani vivono felicemente con le famiglie e le strade sono sicure per tutti.

Una serie di contromisure efficaci

La domanda nasce spontanea: come si sconfigge il randagismo? Non esiste una sola risposta, evidentemente. Il risultato è frutto di una serie di contromosse ben elaborate dal governo olandese. In primo luogo, severissime pene per chi abbandona o maltratta gli animali. Poi alte tasse per l’acquisto di cani di razza. Campagne di sensibilizzazione per adottare animali, tutele e assistenza medica gratuita (compresa la sterilizzazione). Senza dimenticare la creazione di un corpo di polizia speciale per la difesa degli animali.

Tutte misure che sono servite a sensibilizzare le persone e renderle più responsabili dei propri animali domestici. Anche loro adesso godono di diritti e vengono ufficialmente e formalmente tutelati da leggi che valgono anche per gli uomini.

 

Per fare un’esempio, se in Olanda una persona abbandona o maltratta un’animale, rischia grosso. Parliamo di oltre 16 mila euro di multa e fino a tre anni di carcere.

Un’altra misura efficace fu la promozione della sterilizzazione gratuita per tutti i cani abbandonati del paese. Ancora oggi è possibile sfruttare questo servizio gratuito offerto dallo Stato.

A tutto questo va aggiunto lo sbarramento introdotto per limitare l’acquisto di cani a favore delle adozioni. Oggi in Olanda è molto caro e complicato comprare un cane di razza e si viene sempre invitati, più o meno direttamente, a scegliere tra cuccioli ed esemplari di canili e rifugi.

Osteggiando la moda e il commercio, che incide negativamente sugli indifesi animali, si è spinto verso un nuovo modo di vivere la relazione con il proprio cane. Da lusso o apparenza oggi, in Olanda, le persone che davvero desiderano avere un amico a quattro zampe, si dirigono a enti e organizzazioni che gratuitamente concedono loro l’affidamento di cani bisognosi di affetto.

Canili pubblici e protezione animale

Cucciolo di cane triste

Bisogna fare una distinzione tra canili pubblici ed enti per la protezione animale. I primi sono luoghi gestiti localmente dallo Stato e dedicati ad accogliere e ospitare cani, gatti e altri animali domestici abbandonati o ceduti. Le organizzazioni e associazioni di protezione animale nascono invece per iniziativa benefica e lavorano a stretto contatto con i canili.

 

Nel canile, superato un certo lasso di tempo, se l’animale non viene adottato, la sua fine è segnata. Per motivi di spazio, economici e per mancanza di risorse, i cani vengono sacrificati. Per fortuna i limiti di tempo vengono gestiti con umanità ed attenzione e si cerca sempre di ampliarli il più possibile.

Al contrario, le associazioni di volontariato non sacrificano mai l’animale, salvo casi eccezionali, come nel caso di una grave malattia. In queste installazioni, i cani possono vivere tranquillamente senza il pericolo di finire sul patibolo.