I profughi siriani lasciano tutto, ma non gli animali domestici

31 dicembre, 2016
 

Se vi trovaste nel bel mezzo di una guerra e se fosse necessario scappare via di corsa, pensereste al vostro amico a quattro zampe? Siamo sicuri di sì, ma in realtà nessuno può sapere come affronterebbe una situazione del genere senza averla mai vissuta. Sono centinaia i profughi siriani che hanno dovuto lasciare il loro paese in guerra, ma hanno dimostrato che l’amore per il proprio animale domestico va ben oltre.

Quando è veramente in gioco la vita, molti pensano a salvarla; questi rifugiati ci hanno dato una lezione di coraggio, lealtà e amore.

La situazione siriana

rifugiati-siriani-con-il-loro-gatto

Fonte dell’immagine: ayayay.tv

Anche se tutti conosciamo la situazione siriana, diciamo che questo paese si trova impantanato in una guerra senza fine che sta mietendo centinaia di migliaia di vittime tra uomini, donne, bambini e animali.

Ognuno lotta per mettersi in salvo e resta ben poco tempo per aiutare gli altri; a volte farlo può costare la vita.

Molti siriani hanno perso più di un familiare nello stesso giorno; sono sommersi da una profonda tristezza che li rende impotenti, ma anche così devono continuare a correre per avere salva la vita.

 

Diversi paesi europei hanno offerto asilo a chi decide di lasciare questo paese devastato. Non è molto quello che i profughi possono portare con sé, ma tanti hanno deciso di lasciare quei pochi abiti per trasportare il proprio animale domestico.

I siriani, i loro animali, le loro storie

Sono moltissimi i rifugiati siriani che hanno dovuto lasciare il proprio paese a piedi. Hanno però deciso di non muoversi senza i propri animali domestici, consapevoli del fatto che questi non sarebbero riusciti a compiere tutto il viaggio. Per questo motivo cani e gatti hanno trovato posto su passeggini o fasce porta bebè, come mostrano molte fotografie condivise in rete.

Sono centinaia le storie vere di animali che sono scampati alla guerra in Siria, eccone alcune:

  • Zeytun. Nome curioso per un gatto, significa oliva. Chissà perché il suo padrone gli avrà messo questo nome; quello che sappiamo è che l’uomo lo ha portato con sé a bordo di una piccola barchetta, approdando sani e salvi a Lesbo, in Grecia.
  • Johnny è il cane di una giovane coppia siriana. Li ha accompagnati in un viaggio a piedi fino in Germania, una vera impresa! Ci è riuscito grazie alla buona volontà dei suoi padroni che lo hanno portato in passeggino per alcuni tratti in modo da poter terminare il viaggio. La coppia ha detto di non aver pensato mai, neanche per un momento, di lasciarlo indietro.
  • Teddy è il cane di un uomo scapolo. Anche lui non lo avrebbe mai abbandonato e anche loro hanno raggiunto la Grecia in barca.
 
rifugiati-siriani-con-i-loro-animali-domestici

Fonte dell’immagine: ayayay.tv

In Ungheria sono centinaia gli animali domestici dei profughi siriani; tutti devono rispondere a requisiti minimi di igiene, come le vaccinazioni e altre misure sanitarie.

Ciò nonostante, proprio come le persone, anche gli animali siriani sono in pericolo. Senza cibo, senza riparo, sono abbandonati alla loro sorte; lasciarli lì, senza nessuno a prendersene cura, è il trattamento più crudele che si possa riservare.

L’esempio di questi profughi siriani, che oltre a lottare per la propria vita hanno assunto fino in fondo le proprie responsabilità, che hanno portato gli animali con sé ben sapendo che questa scelta significava fare più fatica, è ammirevole e da imitare. Lottare contro il maltrattamento e l’abbandono è una questione che riguarda tutti. Restituire agli animali l’amore che ci danno è loro diritto e nostro dovere.

Fonte delle immagini: ayayay.tv