Tre malattie dell'apparato riproduttivo che possono colpire un cane

07 ottobre, 2020
Scoprite quali sono le principali patologie che potrebbero colpire l'apparato riproduttivo del vostro cane.

I maschi di cane domestico possono venire colpiti da numerose malattie dell’apparato riproduttivo, che spesso sottovalutiamo perché le patologie di cui soffrono le femmine sembrano più appariscenti.

Le ragioni di questa convinzione sono relativamente comprensibili, dal momento che l’apparato di cui sono dotate le femmine si presenta, da un punto di vista strutturale, più complesso.

Ciononostante, per quanto riguarda l’insorgenza di malattie, nemmeno il maschio si tira indietro. In questo articolo vi parliamo delle tre malattie dell’apparato riproduttivo più comuni che possono colpire un cane maschio.

Malattie dell’apparato riproduttivo del cane

1. La tanto temuta parafimosi

La parafimosi si presenta quando il pene è incapace di tornare nella propria sede, all’interno del prepuzio. Le cause possono essere numerose, ma tra le più importanti è bene segnalare quelle che seguono:

  • L’orifizio prepuziale è molto piccolo (oppure il prepuzio è molto corto), generalmente a causa di un difetto congenito.
  • Presenza di pelle o pelo che ostacolano il ritorno del prepuzio nella sua sede naturale.
  • Il caso più raro: presenza di una patologia neurologica che impedisce la ritrazione del pene.

Il problema consiste nel fatto che questa patologia, se non viene curata rapidamente, può diventare un’emergenza. Il prepuzio comprime il glande al punto tale da impedire il ritorno venoso.

Questo fenomeno scatena un edema da infiammazione che coinvolge la parte interessata, lasciando esposta una mucosa molto sensibile, incline a ulcerarsi e necrotizzarsi.

Malattie dell'apparato riproduttivo del cane: padrone che parla al proprio animale.

Sintomi e trattamenti

L’aspetto più evidente è il fatto che il pene si trova sempre al di fuori del prepuzio, arrossato e infiammato, oltre all’evidente disagio manifestato dall’animale, il leccamento eccessivo e i segni di dolore in questa zona. A volte l’animale può arrivare a ferirsi da solo e perfino ad automutilarsi.

Per ridurre l’infiammazione può essere sufficiente applicare del ghiaccio sulla zona e del lubrificante per consentire la ritrazione del pene. Nella maggior parte dei casi, l’animale oppone resistenza a questa manipolazione, motivo per cui potrebbe rendersi necessaria una lieve sedazione.

Questa azione può rivelarsi un vantaggio, perché la sedazione provoca una vasocostrizione generalizzata, che aiuta la disinfiammazione.

Se la causa soggiacente è costituita da un difetto congenito del prepuzio, potrebbe essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico che ingrandisca l’orifizio. Se l’organo è già necrotico, l’unica opzione disponibile è l’amputazione.

2. La torsione testicolare, malattie dell’apparato riproduttivo del cane

La rotazione di uno dei testicoli sul proprio asse verticale (in altre parole, sul funicolo spermatico) è un fenomeno piuttosto grave che può essere provocato da una varietà di cause e potrebbe concludersi con la rottura del legamento scrotale. Le conseguenze comprenderebbero:

  • L’occlusione dei vasi sanguigni che irrigano questo testicolo, provocandone in primo luogo il rigonfiamento e poi la necrosi.
  • L’occlusione del dotto deferente.
  • Il danno ai nervi che innervano il testicolo.

Esiste una patologia nella quale la torsione testicolare rappresenta un fenomeno piuttosto frequente. Si tratta della neoplasia del testicolo intra-addominale. Aumentando notevolmente le proprie dimensioni, i testicoli esercitano una forte trazione sul legamento, finendo col romperlo.

Sintomi e trattamenti

È possibile sospettare della presenza di torsione testicolare quando l’animale è dolorante e presenta lo scroto infiammato. Il cane, infatti, può arrivare perfino a rifiutarsi di camminare oppure ferirsi da solo sulla zona interessata.

Come è evidente, questi sintomi possono risultare utili solamente se il testicolo si trova al proprio posto o, in altre parole, in assenza di criptorchidismo. Di solito, nelle torsioni di testicoli intra-addominali è presente un notevole peggioramento delle condizioni generali del cane ed è possibile che si arrivi a rilevare al tatto una massa solida all’interno dell’addome caudale.

In ogni caso, la torsione di un testicolo richiede una correzione chirurgica, ma è possibile che sia necessario stabilizzare prima il paziente, se la sua circolazione è rimasta compromessa a lungo.

3. Malattie dell’apparato riproduttivo del cane: la prostatite batterica,

La prostata è una ghiandola sessuale accessoria che i cani possiedono nella parte posteriore della vescica, intorno all’uretra. A volte, questa ghiandola viene colonizzata da dei batteri, come Escherichia coli, Staphylococcus spp. Streptococcus spp.

La causa più frequente consiste nella presenza di altre patologie pregresse, come l’iperplasia prostatica o la metaplasia squamosa. È probabile che queste malattie portino a un aumento del numero di batteri presenti all’interno dell’uretra prostatica: da questo fenomeno ha origine l’infezione.

Sintomi e trattamenti

A livello sintomatologico, i cani mostreranno dei segni compatibili con qualunque altra infezione, come febbre, vomito o dolore addominale. Tuttavia, a volte possono comparire sintomi locali (come la presenza di pus nell’orifizio uretrale) che possono orientare la diagnosi. La conferma, però, verrà fornita da:

  • Palpazione rettale, grazie alla quale sarà possibile riconoscere la ghiandola dolorante e dal contorno irregolare.
  • Mediante analisi del sangue, che mostrerà segni inequivocabili di infezione.
  • Una coltura di urina o un test citologico dello sperma.
Pillole e capsule medicinali.

Sarà necessario un trattamento antimicrobico di durata piuttosto lunga, che dovrà protrarsi per lo meno fino a quando non verrà rilevata la presenza di batteri nel liquido prostatico. Solo in questo modo sarà possibile evitare che la malattia si cronicizzi. Nel caso in cui si verifichi questa eventualità, infatti, sarà necessario operare.

Può risultare utile la somministrazione di ormoni per ridurre le dimensioni della prostata. Attenzione, però! La somministrazione continuata di estrogeni può provocare una metaplasia prostatica. E, come abbiamo visto in precedenza, questo fenomeno predispone all’insorgenza di una nuova prostatite.

  • King L, Boag A. BSAVA manual of canine and feline emergency and critical care. 2nd ed.