Un centro di recupero animali in Bolivia è in pericolo

02 agosto, 2020
Un centro di recupero animali in Bolivia ha subito un’inondazione, e ha urgente bisogno di aiuto.

I centri di recupero animali sono fondamentali per la salvaguardia della fauna selvatica, soprattutto in quei paesi dove la biodiversità e le uccisioni nei confronti degli animali sono così frequenti come in Bolivia. Il centro di recupero animali in Bolivia in grande pericolo a causa di un’inondazione si chiama ONCA, e ha urgentemente bisogno di aiuto.

Scopriamo in questo articolo come aiutare questo centro di recupero animali in Bolivia. Si tratta di strutture fondamentali per la preservazione della fauna selvatica.

Un centro di recupero per animali in Bolivia ostaggio dell’acqua

Il centro di recupero ONCA, è sostenuto da OTCA, Organizzazione del trattato di cooperazione amazzonico che si occupa del recupero animali ed opera nell’amazzonia boliviana, tra il parco nazionale Madidi e il parco naturale Pilon Lajas.

Qualche giorno fa una pesante esondazione del vicino rio Beni ha travolto diverse installazioni del centro di recupero, tra cui la clinica veterinaria, i dormitori dei volontari e le cucine.

Grazie al lavoro incessante dei volontari e dei lavoratori del centro, nessun animale è rimasto ferito. Alcuni, come i primati, sono saliti sugli alberi più alti per evitare di essere travolti dall’acqua.

Attualmente, l’ONCA protegge diverse specie di scimmia, dal cebo cappuccino alla scimmia scoiattolo, passando per un gruppo di scimmie ragno e tre esemplari di aluatta del mantello.

Ma sono tanti altri gli animali recuperati dal centro, come i coati e, recentemente accolti dall’ONCA, il giaguaro e il margay, che hanno bisogno della costruzione di nuove installazioni che permettano la salute e la salvaguardia di questi preziosi animali.

Cucciolo di giaguaro riposa in una gabbia.

Allo stesso modo, una delle maggiori preoccupazioni del centro di recupero in Bolivia è la totale assenza di una clinica veterinaria e di una zona per la quarantena, senza cui diventa impossibile garantire la salute delle decine di esemplari selvatici che questo centro ha salvato dal traffico illegale di animali.

La maggior parte di questi animali è arrivata al centro attraverso la confisca, o perché i padroni hanno deciso di cederli all’ONCA. Nel centro questi animali possono vivere una vita che combina il loro habitat naturale con le cure veterinarie necessarie per sanare le loro ferite da maltrattamento.

Solitamente, la stagione delle piogge rappresenta una sfida per questo centro di recupero animali, dato che negli ultimi anni le esondazioni sono diventate sempre più frequenti finendo per travolgere alcune strutture del centro.

Il lavoro dell’ONCA, più utile che mai

Questo centro di recupero animali in Bolivia non solo lotta contro il traffico illegale e la perdita di biodiversità, ma lavora anche insieme alle comunità locali amazzoniche per garantire che il suo progetto di conservazione sostenga coloro che vivono con gli animali di cui ONCA si occupa (che comprendono anche parte del personale del centro).

Uomo lavora nel magazzino dell'Onca, un centro di recupero per animali selvatici in Bolivia.

L’ONCA lavora con le comunità native Ese Ejja e Tacana, attraverso fornendo loro lezioni di inglese, riforestazione, costruzione di scuole, consegna di materiale scolastico e altre attività educative atte a sensibilizzare sull’ecosistema che ruota attorno a queste comunità.

La base dell’ONCA era il vero e proprio cuore del progetto di conservazione, comprendente orti ecologici, cliniche veterinarie, quarantena e alloggi tanto per gli animali quanto per le persone che lavorano con loro. Un compito che deve andare avanti, ricostruendo gran parte del centro in un terreno protetto dalle inondazioni.

Per riuscirci, il centro di recupero animali in Bolivia ha bisogno di tutto il supporto possibile. L’ONCA ha caricato sulla sua pagina web un video dell’accaduto e suggerito diversi modi per dare un contributo economico.

Tuttavia può bastare la diffusione di questa situazione per essere di sostegno al loro lavoro. Per questo siamo tutti chiamati a collaborare per far sì che questo splendido progetto prosegua.