Vedere gli animali vicino alle persone distorce la nostra percezione?

05 luglio, 2020
Diversi studi dimostrano che vedere gli animali vicino alle persone, precisamente quelle specie non domestiche che dovrebbero stare allo stato brado, può indurre a pensare che non si tratti di esemplari minacciati.
 

La presenza degli animali nelle pubblicità e nei film è molto frequente. Di conseguenza, gli effetti generati dalla percezione di vedere gli animali vicino alle persone molte volte risulta distorta dalla televisione.

Una specie particolarmente adatta per studiare questo fenomeno è lo scimpanzé (Pan troglodytes). Nonostante la sua sopravvivenza sia a rischio in natura, purtroppo lo scimpanzé continua ad essere uno degli animali più presenti nel cinema e in televisione.

Animali vicino alle persone: il caso degli scimpanzè

La sopravvivenza degli scimpanzé in natura è ampiamente minacciata, eppure è frequente che questi animali vengano adottati come animali domestici negli Stati Uniti e in altri paesi.

Molti scienziati avvertono che il fatto di vedere gli animali vicino alle persone o imitarne il comportamento può portare la gente a pensare che non siano in pericolo o che possono essere trattati come animali domestici.

Nel 2005, è stato condotto un sondaggio allo zoo di Lincoln, per scoprire quali fossero le specie di grandi scimmie maggiormente minacciate. Dallo studio è emerso che la stragrande maggioranza degli intervistati pensa che i gorilla (95%) e gli oranghi (91%) siano a rischio, ma solo il 66% di loro è al corrente del fatto che anche gli scimpanzé lo siano.

Scimpanzè
 

Quando queste stesse persone sono state informate del fatto che la sopravvivenza di tutte e tre le specie si trova a rischio, è stato chiesto loro il perché della differenza nelle risposte sugli scimpanzé.

Un terzo degli intervistati ha fatto riferimento alla presenza di questi primati nei film o in televisione. Quindi vedere gli animali vicino alle persone sui media potrebbe avere un effetto sulla percezione che abbiamo della loro condizione reale. Un sondaggio simile condotto presso il Great Ape Trust in Iowa ha prodotto risultati simili.

In che modo le immagini influenzano la nostra percezione?

Nel 2011, uno studio condotto da Stephen R. Ross ha cercato di dimostrare che vedere gli animali vicino alle persone distorce la percezione che abbiamo della loro condizione e ci porta a pensare che possano essere adottati come animali domestici.

Per fare questo, agli intervistati sono state mostrate 48 immagini con degli sfondi diversi. Ad esempio uno scimpanzé su un divano o uno scimpanzé nella giungla. Nelle immagini, lo scimpanzé poteva essere vestito o no e accompagnato o meno da persone.

Dopo aver mostrato alcune di queste immagini agli intervistati, sono state poste due domande. La prima relativa allo stato di conservazione dello scimpanzé e l’altra al suo possesso come animale domestico.

Il sondaggio ha dimostrato che vedere gli animali vicino alle persone induceva gli intervistati a pensare che potessero essere adottati come animali domestici. Sebbene lo sfondo non fosse così significativo, è vero anche che la presenza di uno scimpanzé in una casa faceva pensare agli intervistati che queste scimmie fossero degli animali domestici.

 
Scimpazè nella giungla


L’effetto della pubblicità

Nello stesso anno, un team della Duke University ha cercato di dimostrare in che modo la presenza degli scimpanzé nella pubblicità influenza la nostra percezione del loro stato di conservazione.

Lo questo studio era incentrato sulla visione di tre spot pubblicitari: il primo sullo stato di conservazione degli scimpanzé; il secondo mostrava gli scimpanzé in uno scenario di intrattenimento; il terzo riprendeva gli scimpanzé nel loro habitat naturale.

Coloro che avevano visto il primo spot erano più inclini a pensare che gli scimpanzé non sono affatto degli animali domestici. La stessa cosa succedeva con chi aveva visto il video degli scimpanzé nel loro habitat.

Infine, coloro che avevano visto lo spot pubblicitario sugli scimpanzé che si comportavano come persone e indossavano dei vestiti, erano più restii ad assimilare questi concetti.

Alla fine dello studio, i partecipanti hanno avuto la possibilità di fare una donazione per promuovere la conservazione della specie. Anche in questo caso, a donare di più sono stati coloro che avevano visto gli annunci sullo stato di conservazione dello scimpanzé.

 

Dunque è proprio vero che attraverso questi meccanismi le campagne pubblicitarie influiscono sulla nostra percezione dello stato di sopravvivenza degli animali. Ma non solo: anche i selfie o le interazioni non necessarie con gli animali possono trasmettere lo stesso messaggio.

Ross, S. R., Vreeman, V. M., & Lonsdorf, E. V. (2011). Specific image characteristics influence attitudes about chimpanzee conservation and use as pets. PLoS One6(7), e22050.