Xifoforo: alimentazione e riproduzione

04 agosto, 2020
Vi parliamo di un pesce che vive nelle acque cristalline del Centro America, ma è molto comune negli acquari: lo xifoforo, con la pinna caudale a forma di spada che rappresenta il suo tratto più distintivo
 

È probabile che il nome dello xifoforo non vi sia molto familiare. Tuttavia, siamo certi che lo avrete già visto più di una volta, poiché si tratta di uno dei pesci più frequenti negli acquari. Scoprite caratteristiche, alimentazione e riproduzione dello xifoforo nelle seguenti righe.

Che animale è lo xifoforo?

La prima cosa che bisogna sapere di questo animale è che si tratta di un pesce che appartiene a un ordine molto particolare: i ciprinodontiformi. Questo gruppo di pesci è molto conosciuto, in quanto ingloba diverse specie molto apprezzate per l’allevamento negli acquari.

All’interno dei ciprinodontiformi, esiste una famiglia di pesci di acqua dolce con una serie di caratteristiche molto particolari: la loro vasta distribuzione geografica, la grandezza dei loro occhi o il loro marcato dimorfismo sessuale. Stiamo parlando dei poecilidi, con fino 40 generi di pesci diversi.

In questo gruppo di pesci possiamo trovare specie molto conosciute, come la gambusia (Gambusia holbrooki) o il guppy (Poecilia reticulata). Tra tutti i generi, quello che trattiamo in questa sede è lo Xiphophorus.

Questo genere ingloba 28 specie descritte e tra queste si trova lo xifoforo (Xiphophorus hellerii). Questo pesce è conosciuto anche come xifo o portaspada.

Caratteristiche generali

Le dimensioni medie dello xifoforo variano tra i 14 e i 26 centimetri. Possiede un corpo robusto e allungato, che nei maschi termina in una pinna caudale davvero curiosa. I raggi della parte inferiore della pinna si allungano, il che dà la sensazione che lo xifoforo abbia una spada attaccata al corpo.

 
Esemplare di pesce portaspada nuota nell'acquario.

I maschi presentano un’ulteriore caratteristica distintiva e riguarda la pinna anale, trasformatasi in un organo utilizzato nella copula chiamato gonopodio.

Le femmine sono più grandi, sebbene non possiedano la “spada”. Esistono anche differenze relative alla colorazione tra maschi e femmine, aspetto che evidenzia un forte dimorfismo sessuale.

La colorazione dello xifoforo cambia tra gli esemplari selvatici e quelli domestici. Mentre i pesci selvatici presentano una tonalità verdastra con alcune zone leggermente gialle, gli esemplari da allevamento in acquario mostrano una vasta gamma di colori, dal nero fino al rosso.

Alimentazione e comportamento

Allo stato selvatico lo xifoforo è un pesce onnivoro che si nutre di piccoli invertebrati, alghe e altri resti vegetali. Se in casa abbiamo un esemplare in acquario, una dieta commerciale equilibrata sarà sufficiente, ma deve contenere cibo secco e vivo come larve di moscerino o daphnia.

Normalmente si tratta di un animale pacifico che è solito ignorare gli altri compagni di acquario, purché abbiano le stesse dimensioni. Tuttavia, il temperamento dei maschi può diventare violento a causa delle dispute territoriali e anche per motivi riproduttivi.

 

Se volete tenere in casa degli esemplari di xifoforo, l’ideale è far convivere un solo maschio con varie femmine. 

Xifoforo da allevamento di colore nero che nuota.

Riproduzione dello xifoforo

Tutti i poecilidi sono pesci vivipari, il che vuol dire che le femmine mantengono le uova dentro di sé fino al momento di dare alla luce. Di conseguenza, gli avannotti saranno più grandi rispetto a quelli dei pesci ovipari e potranno nuotare liberamente senza aver bisogno di troppa protezione da parte dei genitori.

La riproduzione avviene quando il maschio, tramite il gonopodio, feconda la femmina. Dopo un periodo compreso tra le quattro e le sei settimane, gli avannotti usciranno in superficie.

A partire da questo momento, bisogna prestare attenzione all’acquario, poiché un comportamento molto comune dello xifoforo è quello di seguire i piccoli nel tentativo di mangiarli. Con attenzione e pazienza, dopo circa un anno il nostro acquario sarà popolato da meravigliosi esemplari adulti di xifoforo.

 
  • Basolo, A. L., & Wagner Jr, W. E. (2004). Covariation between predation risk, body size and fin elaboration in the green swordtail, Xiphophorus helleri. Biological Journal of the Linnean Society83(1), 87-100.

 

  • Earley, R. L., & Dugatkin, L. A. (2002). Eavesdropping on visual cues in green swordtail (Xiphophorus helleri) fights: a case for networking. Proceedings of the Royal Society of London. Series B: Biological Sciences269(1494), 943-952.