Il passero domestico è in via di estinzione in Europa?

07 luglio, 2020
Il passero domestico, anche se è originario dell'Eurasia e dell'Africa del Nord, attualmente vive nelle aree urbane delle zone temperate, in quasi tutto il mondo. Ma la sua popolazione sta diminuendo.
 

Il passero domestico (Passer domesticus) è uno degli uccelli urbani maggiormente conosciuti. Lo possiamo avvistare in parchi, terrazze, marciapiedi e, in generale, ovunque cada a terra una briciola di pane.

La sua fiducia gli consente di avvicinarsi senza alcuna paura a luoghi frequentati, al punto da avvicinarsi alla mano di chiunque gli offra qualcosa da mangiare. Una volta che ha ottenuto ciò che desidera, però, si alza in volo per porsi a una distanza di sicurezza.

Come riconoscere il passero domestico?

Il passero domestico è un uccello che misura approssimativamente 14-16 centimetri e, in linea generale, possiede una struttura robusta. Sia i maschi che le femmine hanno le zampe rosate. Tuttavia, ci sono altre caratteristiche che permettono di distinguerli facilmente.

Il maschio:

  • Il maschio è dotato di una corona grigia con chiazze marrone che costeggiano la corona e si estendono fino alla guancia e al collo, di color grigio pallido. Tra il becco e gli occhi presenta una fascia nera che assomiglia a una mascherina.
  • Il becco grosso è di un nero grigiastro, mentre le zampe sono marrone pallido.
  • Durante il periodo del corteggiamento il suo becco diventa completamente nero, per poi tornare a recuperare il suo colore marrone in autunno.

La femmina:

  • La femmina possiede un piumaggio a chiazze grigie, con un tono bruno sulle ali, il pileo e la coda.
  • Inoltre, presenta una striscia morbida tra una striscia marrone e una corona marrone. Il suo becco è sempre grigiastro fino alle estremità e giallastro alla base.
 
Il maschio e la femmina del passero domestico presentano caratteristiche distinte
Alla sinistra: passero maschio ǀ Sulla destra: passero femmina.

Il passero domestico è nocivo?

Il passero domestico, a causa del forte appetito che lo caratterizza, approfitta degli avanzi prodotti dall’essere umano e, in alcune zone, si ciba quasi esclusivamente di questi avanzi. Così, a causa della sua dipendenza dall’attività umana, la presenza dell’uccello risulta scarsa in luoghi disabitati.

Fondamentalmente, la sua alimentazione è costituita da semi, selvatici o coltivati che siano. In zone rurali, è abituato a rubare il mangime degli animali da fattoria; di conseguenza, la sua presenza è ben poco apprezzata.

Con l’arrivo delle stagioni calde, questo uccello si ciba di insetti, principalmente locuste e cavallette, nella cui cattura è specializzato. Questi insetti rappresentano anche il cibo che fornisce ai propri pulcini.

Il passero domestico svolge un importante ruolo ecologico, in maniera molto semplice: variando la propria alimentazione. Mentre durante l’inverno si ciba di frutta, bacche secche e semi, in estate si dedica alla caccia di invertebrati: scarabei, cicale, cavallette, grilli, pulci, ragni, mosche e tarme.

Il passero domestico: esperto in adattamento urbano

 

I passeri domestici si accoppiano per tutta la vita. Sono compagni e genitori devoti. Si sono adattati a vivere e costruire il proprio nido in ogni angolo immaginabile delle città.

Su un lampione a un angolo di strada, sugli impianti per il condizionamento dell’aria, negli spiragli dei muri degli edifici, sui piloni di un molo o le inferriate alle finestre. In queste nicchie improvvisate costruiscono i propri nidi impiegando erba secca, piume e fili.

I passeri domestici possiedono l’insolita abitudine di fare il bagno in chiazze di terra polverosa, generalmente in gruppi numerosi. Ogni passero crea una depressione e si getta della polvere sulle piume per distruggere i parassiti: un’abitudine che ricorda, in un certo modo, i bagni di polvere praticati dagli elefanti.

Il passero domestico ha l'abitudine di fare bagni di polvere

I passeri, originari dell’Africa, si sono adattati a fare il bagno con la polvere, senza dover ricorrere all’acqua.

Modello aviario per studi scientifici

Nella seconda metà del XX secolo, il passero domestico è diventato una sorta di “uccello modello” per gli studi sul comportamento e l’ecologia. La ragione è dovuta alla sua presenza abbondante e al fatto che si riproduce facilmente in nidi artificiali. Altre specie che vengono studiate insieme al passero sono il fringuello zebrato, il piccione di roccia e il merlo dalle ali rosse.

 

Attualmente, la specie continua a essere abbastanza diffusa da costituire l’oggetto di vari programmi di ricerca, sia in America del Nord che in Europa. Il suo studio è stato affrontato da numerosi articoli scientifici.

La popolazione dei passeri domestici è in diminuzione?

In Europa, il passero comune viene descritto come una specie molto diffusa nei centri urbani su scala nazionale, preferibilmente ad altitudini collocate tra lo 0 e i 1.000 metri. In generale, il picco della sua comparsa è associato alla temperatura media primaverile, a un’altitudine minima e alla percentuale di suolo agricolo zootecnico.

D’altra parte, è ben documentata la brusca diminuzione di passeri domestici nel Regno Unito. Fino a ora, si ritiene che le cause che la determinano siano complesse e che siano legate a cambiamenti nelle pratiche agricole, che riducono la disponibilità di cibo.

Questa diminuzione, inoltre, ha a che vedere con la concorrenza con altri uccelli, la perdita di luoghi adatti per la nidificazione nelle città e i problemi abituali posti dai pesticidi.

 
  • Anderson TR (2006) Biology of the Ubiquitous House Sparrow: from genes to populations. Oxford University Press, Oxford.
  • Alberti, J. A. G. D., Pardo, R., & Abad, J. B. (1979). Avifauna del naranjal valenciano. II: el gorrión común (Passer domesticus L.). Mediterránea: Serie de estudios sobre biología terrestre mediterránea, (3), 69-99.
  • Murgui, E. (2016). Gorrión común–Passer domesticus (Linnaeus, 1758). En: Enciclopedia Virtual de los Vertebrados Españoles. Salvador, A., Morales, M. B. (Eds.). Museo Nacional de Ciencias Naturales, Madrid. https://digital.csic.es/bitstream/10261/111676/1/pasdom_v1.pdf